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Rivoluzione arancione

modify Updated 11-05-2012, 00:46
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Ucraina

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Con Rivoluzione arancione si intende il movimento di protesta sorto in Ucraina all'indomani delle elezioni presidenziali del 21 novembre 2004, parte del più ampio fenomeno delle Rivoluzioni colorate.

I primi risultati vedevano il delfino dell'ex presidente Leonid Kučma - Viktor Janukovyč - in vantaggio. Ma lo sfidante Viktor Juščenko contestava i risultati, denunciando brogli elettorali, e chiedeva ai suoi sostenitori di restare in piazza fino a che non fosse stata concessa la ripetizione della consultazione.

Il nome deriva dal colore arancione, adottato da Juščenko e dai suoi sostenitori, e divenuto il tratto distintivo della "rivoluzione" pacifica. I partecipanti alle proteste brandivano sciarpe e striscioni arancioni, oppure nastri del medesimo colore.

A seguito delle proteste, la Corte Suprema ucraina invalidò il risultato elettorale e fissò nuove elezioni per il 26 dicembre. Questa volta ad uscirne vincitore fu proprio Juščenko, con il 52% dei voti contro il 44% del suo sfidante. Il nuovo presidente si insediò il 23 gennaio 2005.

Indice

[modifica] Conseguenze

La rivoluzione arancione è stata, quindi, più che altro un moto di protesta contro le complesse condizioni di vita del Paese, contro un potere corrotto ed impopolare per i troppi scandali – rappresentante di potentati economici odiosi alla maggioranza della popolazione -, per la speranza di non vedersi sbattere la porta in faccia dalla ricca e vicina Europa.

I suoi effetti per lo spazio ex sovietico sono stati quasi simili al crollo del Muro di Berlino per la Germania. Dopo secoli il Polo russo ha trovato un grosso concorrente e gli equilibri regionali si sono immancabilmente spostati verso occidente, favoriti anche dal quasi contemporaneo allargamento dell’Unione europea ad Est il 1 maggio 2004. L’adesione di Kiev all’Ue è diventato uno degli argomenti più pressanti nell’agenda continentale. [1].

La coalizione arancione al potere è, però, entrata in crisi quasi subito. L’8 settembre 2005 Julija Tymošenko, una delle anime della rivoluzione arancione, è stata costretta a dimettersi dalla carica di primo ministro per dissidi con altri membri dell’Esecutivo e con il presidente Juščenko. Sono seguite due elezioni parlamentari nel 2006 e quelle nel 2007, continue risse politiche, una clamorosa coabitazione tra Juščenko e l'arcirivale Viktor Janukovyč come premier dal 10 agosto 2006 al 18 dicembre 2007. Le elezioni presidenziali del 17 gennaio 2010 segnano la definitiva fine di questo periodo.

Gli ucraini ricorderanno la rivoluzione arancione per le speranze che ha generato, ma anche per le mancate promesse ed il lungo periodo di paralisi politica ed istituzionale.

[modifica] Note

  1. ^ La Rivoluzione arancione nella storia, EuropaRussia.com (18 gennaio 2010)

[modifica] Bibliografia

  • Giuseppe D'Amato, EuroSogno e i nuovi Muri ad Est. L'Unione europea e la dimensione orientale. Greco-Greco editore, Milano, 2008. PP.133-151.
  • The orange ribbon by the Centre for Eastern Studies (OSW), Warsaw, 2005. In English.
  • Andrea Riscassi, Bandiera arancione la trionferà. Le rivoluzioni liberali nell'est europeo. Editore Malatempo.

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