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Lelio Luttazzi

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Lelio Luttazzi
Fotografia di Lelio Luttazzi
Nazionalità Bandiera dell'Italia Italia
Genere Jazz
Musica leggera
Periodo di attività 1943 – 2010
Etichetta Columbia, Vedette, Twilight Music - Serie Via Asiago 10, Edel Music
Album pubblicati 8
Studio 7
Live 1

Lelio Luttazzi (Trieste, 27 aprile 1923Trieste, 8 luglio 2010) è stato un musicista, showman e presentatore televisivo italiano.

Indice

[modifica] Biografia

Figlio di Sidonia Semani (maestra elementare a Prosecco, paesino nel comune di Trieste) e Mario Luttazzi; la sua prima formazione musicale avviene grazie a don Crisman, il parroco di Prosecco, che gli impartisce lezioni di pianoforte.

Dopo la scuola dell'obbligo, si iscrive al Liceo Petrarca di Trieste; lì instaura una grande amicizia con un suo compagno di classe, Sergio Fonda Savio, nipote di Italo Svevo.

[modifica] Radio Trieste

Studente all'Università di Trieste in giurisprudenza durante la seconda guerra mondiale, inizia a suonare il pianoforte a Radio Trieste e a comporre le sue prime canzoni.

Nel 1943 avviene l'incontro che gli cambia la vita: con alcuni suoi compagni di università si esibisce al teatro Politeama in uno spettacolo musicale, per aprire il concerto di Ernesto Bonino, cantante torinese molto noto all'epoca, che rimane colpito da Luttazzi, al punto di chiedergli, al termine dello show, di comporre una canzone per lui.

Lelio ci prova e gliela spedisce, con poca convinzione, ma nello stesso anno Bonino la incide: è la celeberrima Il giovanotto matto, che diventa un grande successo.

Lelio Luttazzi con Teddy Reno e Vittorio Mascheroni negli uffici della CGD (1949)

Terminata la guerra, apprende dalla SIAE di aver guadagnato con la canzone 350.000 lire di allora[1], e decide quindi di fare il musicista; nel 1948 si trasferisce a Milano e inizia a lavorare presso la casa discografica CGD, fondata dal suo concittadino Teddy Reno, con l'incarico di direttore musicale; sempre per Teddy Reno nel 1948 scrive Muleta mia.

Nello stesso anno si sposa con la concittadina Magda Prendini (da cui si separerà nel 1963), e nel 1949 diventa padre di Donatella, che intraprenderà in seguito la carriera di cantante.

[modifica] Orchestra Rai a Torino

Nel 1950 a Torino assume l'incarico di direttore, dirige l'orchestra d'archi della Rai; da lì inizia una carriera strepitosa come artista a tutto tondo. Nel 1952 si trasferisce a Roma per dirigere una delle orchestre di musica leggera con le quali parteciperà a diversi programmi di varietà.

Negli anni 1954/55/56 lavora nel programma radiofonico a quiz Il motivo in maschera presentato da Mike Bongiorno.

Scrive canzoni dal carattere apertamente jazzistico e piene di swing, interpretandole al pianoforte e cantandole in uno stile molto personale: tra le più note si ricordano canzoni come Senza cerini, Legata ad uno scoglio, Timido twist, Chiedimi tutto ecc.

Compone brani come Una zebra a pois, cantata da Mina, Vecchia America per il Quartetto Cetra, Eccezionalmente, sì per Jula De Palma, You'll say to-morrow registrato in italiano da Sophia Loren, Souvenir d'Italie con la sua raffinata tecnica jazz; si lancia anche nel divertissement con El can de Trieste, da lui stesso cantata in dialetto triestino.

Come autore partecipa al Festival di Sanremo 1964 con Piccolo Piccolo, con testo di Antonio Amurri, interpretata da Emilio Pericoli e Peter Kraus, canzone che però non accede alla fase finale.

[modifica] In televisione

Lelio Luttazzi e Lauretta Masiero in una scena de "Il fornaretto di Venezia", da Biblioteca di Studio Uno, 1964

Il debutto televisivo di Luttazzi come direttore d'orchestra avviene nel programma della Rai Musica in vacanza, del 1955, programma di varietà settimanale, assieme a Gorni Kramer e agli attori Isa Bellini, Alberto Bonucci, Paolo Ferrari, Adriana Serra.

Lelio Luttazzi con una sensuale Mina durante una puntata di Ieri e oggi del 1969.

Presenta poi trasmissioni televisive, come Studio Uno con Mina, Doppia coppia con Sylvie Vartan, Teatro 10, Ieri e oggi.

È anche attore, in L'avventura di Michelangelo Antonioni e L'ombrellone di Dino Risi, ed in televisione in Biblioteca di Studio Uno con il Quartetto Cetra, dove recita la parte di messer Alvise Guaro nella puntata dedicata al Fornaretto di Venezia; è inoltre compositore di colonne sonore di film, tra i quali Totò, Peppino e la malafemmina, Totò lascia o raddoppia? e Venezia, la luna e tu.

Ma sicuramente la trasmissione che gli diede più notorietà fu la radiofonica Hit parade, la vetrina settimanale dei dischi più venduti, andata in onda ininterrottamente dal 1967 al 1976: all'ora di pranzo del venerdì (con replica il lunedì) il motto "Lelio Luttazzi presenta... Hit Parade!" era un appuntamento seguito da un altissimo numero di ascoltatori.

[modifica] L'arresto ed il ritorno

Nel giugno del 1970, proprio mentre era all'apice del successo, la vita di Luttazzi fu sconvolta: venne infatti arrestato con Walter Chiari, con l'accusa di detenzione e spaccio di stupefacenti. L'arresto avvenne in seguito ad intercettazioni telefoniche. Dopo ventisette giorni passati in carcere, Luttazzi fu rilasciato, ma dovette aspettare il pronunciamento del giudice per ritornare in RAI. Nel periodo della sua detenzione, la conduzione di Hit parade fu affidata dapprima a Renzo Arbore e poi all'ex-cantante Giancarlo Guardabassi,[2] già presentatore della rubrica radiofonica Dischi caldi. La trasmissione Ieri e oggi, terminata il 4 gennaio 1970, prima dell'arresto di Luttazzi, riprese il 12 marzo 1972 con la conduzione di Arnoldo Foà e di altri presentatori.[3]

Lelio Luttazzi nel 1984

Il 22 gennaio 1971 Luttazzi ottenne giustizia: la magistratura lo scagionò definitivamente. L'accusa si era rivelata infondata. Ritornò alla radio a presentare Hit parade, dal 26 febbraio 1971[2] fino alla chiusura della trasmissione nell'inverno del 1976. Ma non si riprese mai più da quell'esperienza, per lui devastante.

  • Anni in cui frequenta la Redazione di "Sorrisi" a Roma in via Virgilio, 8, stessa sede della CAM, Casa discografica , qui negli studi di regitrazione incide la colonna sonora originale del film: "Un sorriso, uno schiaffo, un bacio in bocca. Antologia del cinema italiano sui favolosi anni cinquanta. 45 giri, Etichetta: CAM AMP 159. Edizioni Musicali CAM. Copertina: Umberto Iacolucci, grafico di TV Sorrisi e Canzoni.

Negli anni successivi, lavorò ancora saltuariamente in televisione (nel 1982 nella trasmissione Cipria di Enzo Tortora, nel 1984 in Al Paradise di Antonello Falqui, nel 1991 per Telemontecarlo a Festa di compleanno), prima di ritirarsi a vita privata, amareggiato dalla gogna mediatica cui era stato sottoposto.

[modifica] La riscoperta

Nel 2005 la RAI, per la serie di CD Via Asiago 10, contenente registrazioni storiche della Radio degli anni '50, pubblica il CD Lelio Luttazzi and Rai Orchestra 1954, registrazioni effettuate dal Maestro e trasmesse dalla radio appunto nel 1954, con brani suoi, ma anche interpretazioni di Parlami d'amore Mariù di Vittorio De Sica, un omaggio a Cole Porter ed un interessantissimo duetto con Gorni Kramer.

La sera dell'8 ottobre 2006 è stato ospite d'onore della trasmissione di Fiorello Viva Radio2, che in quell'occasione andava in onda contemporaneamente sia alla radio che alla televisione, ritornando in RAI 36 anni dopo l'arresto.

Il 23 febbraio 2008 è stato ospite di Fabio Fazio nel programma televisivo di RAI3 Che tempo che fa; il 27 febbraio 2008 è stato nuovamente ospite nella trasmissione di Fiorello Viva Radio2. Il 16 maggio 2008 ha partecipato al Maurizio Costanzo Show, suonando "Ritorno a Trieste". Il 21 dicembre 2008 è stato nuovamente ospite di Fabio Fazio nel programma televisivo di RAI3 Che tempo che fa. Il giorno 9 dicembre 2008 è stato ospite nella trasmissione radiofonica di Radio Rai Uno, condotta da Silvia Boschero, Radio Uno Village.

Il 19 febbraio 2009 ha partecipato al Festival di Sanremo 2009, condotto da Paolo Bonolis, in cui ha accompagnato al pianoforte Arisa, con il brano Sincerità; dopo, rimasto sul palcoscenico, ha proseguito con il brano Vecchia America.

L'artista è stato premiato al Teatro dell'Opera del Casinò Municipale di Sanremo, con il "Premio alla musica 2009".

[modifica] L'ultimo viaggio a Trieste

Nel novembre 2008 (dopo 60 anni trascorsi tra Milano, Torino e soprattutto Roma, in zona Trastevere), decide di ritornare definitivamente insieme alla moglie Rossana (conosciuta nel 1975 a Roma e sposata nel 1979 a Cerveteri con rito civile) a Trieste. Per l'occasione il regista Pupi Avati gira un film-documentario, che va in onda su RAI 5 il 30 ottobre 2011.

L'artista si spegne la notte dell'8 luglio 2010 alle ore 2:45, all'età di 87 anni, nella sua casa di Trieste, malato da tempo di una neuropatia, tra le braccia della moglie.[4]

[modifica] Omaggi

  • A dicembre del 2006 è uscito il CD Per amore, pubblicato dalla Sony BMG: si tratta di un omaggio al Maestro, in cui alcuni grandi artisti interpretano le sue canzoni: Sono tanto pigro, eseguita da Greg & The Blues Willies, Giovanotto matto e Chiedimi tutto, interpretate da Fiorello, Una zebra a pois, cantata da Gianni Morandi, Mi piace, da una sensualissima Mina, Vecchia America, eseguita in chiave originale da Lucio Dalla, e Canto (anche se sono stonato), Bum! Ahi! Che colpo di Luna e Legata ad uno Scoglio, eseguite da un Christian De Sica in grande forma. È presente nell'album anche lo stesso Luttazzi, in duetto con Mina in Chi mai sei tu e da solo nella celebre El can de Trieste; per un errore, il brano Muleta mia è scritto in copertina con due t (Muletta mia).
  • Nel dicembre 2009 è uscito il CD Swing, pubblicato da Rai Trade: si tratta di un altro omaggio, in cui l'attore Christian De Sica interpreta alcuni grandi successi del Maestro Luttazzi.
  • Il 30 ottobre 2011 il Festival Internazionale del Film di Roma ha reso omaggio a Lelio Luttazzi con la presentazione e la proiezione in prima mondiale de L'illazione, unico film diretto dall'artista. La pellicola, sino ad allora inedita, è stata restaurata per l'occasione.[5] Nel medesimo giorno Rai 5 ha trasmesso L'illazione in televisione per la prima volta, facendo precedere il film dal documentario di Pupi Avati Il giovanotto matto – Lelio Luttazzi.[6]

[modifica] Le principali canzoni scritte da Lelio Luttazzi

Anno Titolo Autori del testo Autori della musica Interpreti
1943 Il giovanotto matto Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi Ernesto Bonino; Fiorello (2008); Christian De Sica (2009)
1948 Muleta mia Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi Teddy Reno
1951 Vecchia America Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi Quartetto Cetra; Christian De Sica (2009)
1955 Souvenir d'Italie Giulio Scarnicci e Renzo Tarabusi Lelio Luttazzi Jula De Palma; Christian De Sica (2009)
1957 Quando una ragazza a New Orleans Giulio Scarnicci e Renzo Tarabusi Lelio Luttazzi Jula De Palma e Paolo Bacilieri
1958 Ricordando Pic Nic Antonio Amurri Lelio Luttazzi Paolo Bacilieri
1960 Una zebra a pois Lelio Luttazzi, Marcello Ciorciolini e Dino Verde Lelio Luttazzi Mina; Ivan Cattaneo (1981)
1961 Bum! Ahi! (che colpo di luna!) Leo Chiosso Lelio Luttazzi Mina; Christian De Sica (2009)
1961 Soltanto ieri! Leo Chiosso Lelio Luttazzi Mina
1961 Canto (anche se sono stonato) Leo Chiosso Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi; Mina (1991); Christian De Sica (2009)
1961 Legata ad uno scoglio Leo Chiosso Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi; Mina (1991); Christian De Sica (2009)
1961 Chiedimi tutto Leo Chiosso Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi; Mina (1995); Christian De Sica (2009)
1964 Piccolo Piccolo Antonio Amurri Lelio Luttazzi Emilio Pericoli e Peter Kraus
1965 Chi mai sei tu Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi Mina (solo in televisione)
1966 La bretella Leo Chiosso e Lina Wertmuller Lelio Luttazzi Rita Pavone
1968 El can de Trieste Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi
1969 Sono tanto pigro Giulio Scarnicci e Renzo Tarabusi Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi

[modifica] Discografia

[modifica] 33 giri

[modifica] 45 giri

[modifica] CD

[modifica] Discografia estera

[modifica] 33 giri

[modifica] Filmografia

[modifica] Regia

[modifica] Attore e compositore

[modifica] Programmi radiofonici RAI

[modifica] Curiosità

[modifica] Note

  1. ^ Ciao Lelio, porta lo swing in paradiso - Spettacoli - ilGiornale.it
  2. ^ a b Il Focolare Radio - TV: Lunedì 15 marzo 1971 (Radio)
  3. ^ http://www.teche.rai.it/storia/varieta/varieta.pdf
  4. ^ Libero-news - Addio al maestro Lelio Luttazzi
  5. ^ Cinema: Festival Roma, 'L'illazione' di Lelio Luttazzi inedito e restaurato - - liberoquotidiano.it
  6. ^ L'illazione, il film inedito di Lelio Luttazzi alle 22.15 su Rai5
  7. ^ Il film inedito di Luttazzi sugli errori della giustizia

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni