Login utente

Registrati

Cerca nel sito

Guerra

modify Updated 23-05-2012, 16:26
Original document

from Wikipedia

To modify this page click on modify button.

bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Guerra (disambigua).
Mappa dei conflitti in corso (in nero i conflitti principali) a gennaio 2011

La guerra è un evento sociale e politico generalmente di vaste dimensioni che consiste nel confronto armato fra due o più soggetti collettivi significativi. Il termine "guerra" deriva dalla parola gwarra dell'alto tedesco antico, che significa "mischia". Nel diritto internazionale, il termine è stato sostituito, subito dopo la seconda guerra mondiale, dall'espressione "conflitto armato" applicabile a scontri di qualsiasi dimensioni e caratteristiche.

Si giunge alla guerra quando il contrasto di interessi economici, ideologici, strategici o di altra natura non riesce a trovare una soluzione negoziata, o quando almeno una delle parti percepisce l'inesistenza di altri mezzi per il conseguimento dei propri obiettivi.

La guerra è preceduta da:

  • un periodo di tensione, che ha inizio quando le parti percepiscono l'incompatibilità dei rispettivi obiettivi;
  • un periodo di crisi, che ha inizio quando le parti non sono più disponibili a trattare tra di loro per rendere compatibili tali obiettivi.

Nei periodi di tensione e di crisi si sviluppa l'attività politica e diplomatica di tutta la comunità internazionale per evitare il conflitto: in tali periodi, le forze armate giocano un ruolo rilevante nel dimostrare la credibilità e la determinazione dello Stato, con lo scopo deterrente di rendere evidente all'antagonista la sproporzione fra l'obiettivo da conseguire ed il costo, sociale e materiale, di una soluzione militare. La guerra quindi può essere evitata quando ambedue i contendenti percepiscono questo sfavorevole rapporto.

Carl von Clausewitz, nel suo libro Della guerra, compie un'analisi del fenomeno: «La guerra è la continuazione della politica con altri mezzi» e «La guerra è un atto di forza che ha lo scopo di costringere l'avversario a sottomettersi alla nostra volontà.»

La guerra in quanto fenomeno sociale ha enormi riflessi sulla cultura, sulla religione, sull'arte, sul costume, sull'economia, sui miti, sull'immaginario collettivo, che spesso la cambiano nella sua essenza, esaltandola o condannandola.

Le guerre sono combattute per il controllo di risorse naturali, per risolvere dispute territoriali e commerciali, per motivi economici, a causa di conflitti etnici, religiosi o culturali, per dispute di potere, e per molti altri motivi.[senza fonte] In Europa non si sono più combattute guerre per motivi religiosi dal 1648, anno della pace di Vestfalia che chiuse la guerra dei trent'anni.

Indice

[modifica] Passaggio formale dalla pace alla guerra e viceversa

Battaglia di Chocim, 1673, durante la guerra fra Polonia ed Impero ottomano, in un dipinto di Juliusz Kossak (1892)

Fino alla seconda guerra mondiale era prassi di diritto internazionale ampiamente osservata il far precedere le ostilità da una dichiarazione di guerra. Le alleanze militari fra Stati obbligavano i firmat entrare nel conflitto se una nazione violava la neutralità e l'integrità territoriale, invadendo i confini esteri con le proprie truppe, oppure ne manifestava la volontà con una dichiarazione di guerra: i patti di mutua assistenza militare propagavano rapidamente le dimensioni dei conflitti.

Generalmente, il conflitto armato inizia a partire da un evento specifico, il cosiddetto casus belli: un'invasione militare, l'uccisione nemica di concittadini, quali soldati, o beneficiari dell'immunità diplomatica, quali ambasciatori, capi di Stato o reggenti. Anche incidenti diplomatici possono innescare crisi che si risolvono in un conflitto armato, a causa di inosservanze dei protocolli diplomatici, come non presentarsi ad una convocazione o rifiutare di ricevere un ambasciatore, ingerenze politiche sulle nomine, dichiarazioni offensive senza scuse o smentite ufficiali degli organi di stampa ed eventuali dimissioni del dichiarante. Preso a sé, il casus belli può essere anche non molto grave, ma la sua importanza è amplificata dalle tensioni e dagli attriti già esistenti.

La guerra spesso si manifesta insieme a un periodo di sospensione dello Stato di diritto nel quale il diritto e la giustizia militare si sostituiscono a tutte le altre fonti della giurisprudenza.

Con l'avvento dell'ONU, il cui statuto condanna lo Stato aggressore e consente allo Stato aggredito di difendersi con immediatezza, la dichiarazione di guerra è praticamente scomparsa dallo scenario internazionale. Molte Costituzioni, fra le quali quella italiana, ammettono la guerra di sola difesa. Nessuno Stato è infatti disposto a dichiararsi aggressore tramite una tale procedura, mentre infiniti sono gli appigli per dichiararsi aggredito. In definitiva lo Statuto dell'ONU, che nelle intenzioni doveva servire a far scomparire la guerra, ha fatto invece scomparire soltanto la dichiarazione di guerra.[senza fonte]

Secondo quanto osservato da von Clausewitz, la guerra non è accesa dall'azione di chi offende, ma dalla reazione di chi si difende: se non ci fosse reazione, infatti, si verificherebbe un'occupazione e non un conflitto armato. Tale fu il caso, ad esempio, dell'Anschluss, ovvero l'invasione dell'Austria da parte della Germania nel 1938.

Si ha pertanto l'inizio della guerra quando si verifica il primo combattimento fra forze contrapposte.

La guerra non si conclude però semplicemente con la cessazione dei fatti d'arme; più formalmente è necessario che si verifichi uno dei seguenti eventi:

  • un armistizio, che riguardi cioè tutti i teatri e tutte le forze armate delle parti che lo stipulano;
  • la resa incondizionata di una parte;
  • la debellatio di una parte, cioè il completo annientamento delle sue forze armate, l'occupazione totale o annessione del suo territorio e la cessazione di ogni attività politica anche interna.

Talora, un Paese che vuole entrare in conflitto compie azioni per provocare a guerra l'aggressore e poter reagire, non necessariamente inizia un conflitto con un'occupazione militare di un territorio straniero.

[modifica] Economia di guerra

Nell'economia di guerra, lo Stato nazionale emette una quantità di moneta crescente. Una simile emissione causa svalutazione e iperinflazione che impoveriscono la popolazione e possono arrivare perfino ad azzerare il potere d'acquisto della moneta. È frequente che i beni essenziali vengano razionati e che il loro ottenimento venga dunque a prescindere dall'uso della moneta.

In vista dei conflitti, gli Stati accumulano riserve anche sotto forma di oro, investimento in sé poco conveniente perché non genera interessi, diversamente dagli strumenti finanziari o da un investimento produttivo. Tuttavia, l'oro conserva il suo valore nel tempo, mentre le valute si possono deprezzare e gli strumenti finanziari sono soggetti a rischio. La disponibilità di oro rappresenta quindi la garanzia che in cambio si potranno ottenere anche in futuro le risorse necessarie per i bisogni della guerra.

In tempo di guerra, la spesa militare è una voce rilevante e spesso predominante della spesa pubblica. Per sostenerla, gli Stati ricorrono spesso all'indebitamento. Il debito contratto verso soggetti esterni allo Stato è in genere denominato in valuta estera o in oro. Mentre il debito contratto in moneta nazionale ne segue le sorti (come il debito italiano nella seconda guerra mondiale, che in termini reali si ridusse a ben poco dopo la fine del conflitto) il debito denominato in altre valute o in oro continua invariabilmente a pesare sull'economia del Paese.

Lo Stato che esce vincitore da una guerra pretende non di rado dallo Stato sconfitto il pagamento di indennità dette riparazioni, che coprono in tutto o in parte le spese sostenute e a volte permettono anche un guadagno monetario.

[modifica] Tipi di conflitto

I conflitti possono essere diversamente classificati in relazione al numero piuttosto vasto dei loro parametri.

[modifica] In base all'estensione territoriale

  • Conflitto mondiale: conflitto esteso a più teatri operativi collocati anche in continenti diversi, coordinati fra di loro anche se coinvolti in tempi non strettamente coincidenti; vi partecipano tutte le grandi potenze e le medie potenze regionali dei teatri interessati, ed un numero elevato di potenze minori. Unici esempi nella storia: la seconda guerra mondiale e, anche se la collocazione è discutibile, la prima guerra mondiale e la guerra dei sette anni.
  • Conflitto regionale: conflitto che si svolge essenzialmente in un solo teatro operativo in una regione geofisica ben delimitata, con la partecipazione di almeno una media potenza regionale, più altre potenze minori della stessa regione; non esclude la partecipazione diretta di una grande potenza o la partecipazione indiretta di più grandi potenze. Esempi nella storia (limitatamente al XX e XXI secolo): le guerre balcaniche, i conflitti arabo-israeliani, la prima guerra del Golfo.
  • Conflitto locale: conflitto fra un limitatissimo numero di potenze, spesso solo due, e che coinvolge un limitato territorio appartenente ad uno solo o al massimo ai due contendenti diretti; esclude la partecipazione diretta di grandi e medie potenze i cui territori non siano direttamente coinvolti. Esempi nella storia (limitatamente al XX e XXI secolo): la guerra italo-turca, la guerra d'Etiopia.

[modifica] In base al tipo dei soggetti che la combattono

  • Conflitto simmetrico: conflitto tra parti che dispongono tutte di un'organizzazione statuale completa e di forze armate organizzate secondo le leggi dello Stato.
  • Conflitto asimmetrico: conflitto tra due parti, una sola delle quali dispone di un'organizzazione statuale completa e di forze armate organizzate secondo le leggi dello Stato, mentre l'altra non è formata, o è in corso di formazione. Questa parte di solito non procede con i metodi classici della guerra ma pone in opera la guerriglia. Un esempio può essere dato dal terrorismo, anche se bisognerebbe creare una classificazione specifica per caratterizzare questi atti di guerra.

Non si parla di conflitto asimmetrico se è un’organizzazione statale, si veda l’esempio della Spagna nel corso dell’invasione napoleonica, a combattere tramite il proprio esercito con tattiche di guerriglia.(Lo scontro tra le formazioni di guerriglia sorte spontaneamente e l’esercito napoleonico, è invece considerabile un caso di guerra asimmetrica)

[modifica] In base ai mezzi impiegati

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Guerra convenzionale e Guerra non convenzionale.
Esplosione nucleare, 1953, Nevada Test Site
  • Conflitto non convenzionale: conflitto nel quale due o più parti dispongono di armi di distruzione di massa e sono disposte ad impiegarle fin dall'inizio del conflitto. Non si sono mai avuti esempi di un tale tipo di conflitto, peraltro ipotizzato fin dagli anni cinquanta, quando sia gli Stati Uniti d'America sia l'Unione Sovietica disponevano di questi tipi di armamenti.
  • Conflitto convenzionale in potenziale ambiente nbc: conflitto nel quale due o più parti dispongono di armi di distruzione di massa e sono disposte ad impiegarle solo se le circostanze dovessero renderlo indispensabile. Non si sono mai avuti esempi di un tale tipo di conflitto, peraltro ipotizzato fin dagli anni sessanta, quando l'equilibrio nucleare fra Stati Uniti d'America ed Unione Sovietica sconsigliava ad ambedue l'impiego iniziale di tali tipi di armamenti per tema di una ritorsione.
  • Conflitto convenzionale: conflitto nel quale le parti non dispongono di armi di distruzione di massa, o nel quale gli eventuali detentori rinunciano a priori al loro impiego, eventualmente sotto il controllo di una potenza terza o di una organizzazione internazionale.

[modifica] In base alla soggettività internazionale dei contendenti

  • Conflitto internazionale: conflitto nel quale tutti i contendenti sono soggetti di diritto internazionale. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, nell'ambito del processo di decolonizzazione, sono stati considerati soggetti di diritto internazionale anche i fronti di liberazione nazionale, purché avessero l'effettivo controllo di territorio e popolazione, disponessero di forze armate organizzate e rispettassero il diritto internazionale bellico ed umanitario.
  • Conflitto non internazionale: conflitto nel quale uno o più parti non sono soggetti di diritto internazionale, per cui il conflitto è sottratto alle norme del diritto bellico in quanto considerato affare interno; in particolare, rientrano in questa categoria le guerre civili, nelle quali si ha lo scontro fra opposte fazioni nell'ambito di un solo paese o entità politica.

[modifica] Altre definizioni dei conflitti

Nell'uso comune, specie in campo giornalistico o nei discorsi di natura politica, vengono fornite altre definizioni di un conflitto, ancorché giuridicamente e tecnicamente non corrette. Fra le più usuali:

  • Guerra totale: si vuole indicare un conflitto che coinvolge tutte le risorse del paese in guerra. Ciò è normale, in quanto le guerricciole per piccoli problemi di confine sono assai rare.
  • Guerra lampo (Blitzkrieg): nel senso di un conflitto organizzato per avere una durata limitatissima nel tempo, mediante l'uso di strategie e tattiche altamente redditizie ed in presenza di un grande divario di mezzi disponibili fra i due contendenti. Il termine è spesso usato in contrapposizione a guerra di posizione, o a di logoramento, essenzialmente statiche e di durata prolungata. La prima guerra mondiale è iniziata come guerra lampo, ma poi divenne di logoramento.
  • Guerra preventiva: guerra aperta da un soggetto in seguito alla percezione di una grave minaccia all'incolumità dei propri interessi; secondo alcuni rientra nel concetto di autodifesa prevista dallo statuto dell'ONU, mentre altri ritengono conflitti di questo tipo essere operazioni belliche offensive nel loro senso tradizionale.

[modifica] Diritto bellico

Numerose convenzioni, che nel loro insieme costituiscono il diritto bellico, regolamentano il comportamento in guerra. Le più importanti sono le convenzioni dell'Aja del 1899 e del 1907.

Il diritto bellico è affiancato dal diritto umanitario, volto alla protezione delle vittime di guerra. Le più importanti ed attuali convenzioni di diritto umanitario sono le convenzioni di Ginevra del 1949 ed i suoi protocolli aggiuntivi, due del 1977 ed uno del 2005.

Interpretazioni estensive del diritto umanitario hanno portato a considerare legittima l'ingerenza umanitaria, ovvero l'intervento dall'esterno in fatti interni di uno Stato quando questi fatti costituiscano violazione evidente dei diritti dell'uomo. L'ingerenza umanitaria ha giustificato nel passato interventi militari consacrati da una Risoluzioni ONU per costringere i governi a rispettare quei diritti fondamentali. Analoga ingerenza potrebbe essere autorizzata per proteggere beni culturali ritenuti patrimonio dell'umanità.

Le costituzioni di molti Stati ammettono la guerra di sola difesa, vietando alle forze militari del paese di attaccare civili, militari e infrastrutture sul suolo di un altro paese o comunque appartenenti ad un altro Stato sovrano. La Costituzione italiana, con l'articolo 11, è una delle più esplicite: «L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.»[1]

In Italia, è stata posta una questione di legittimità alla Corte Costituzionale in merito all'esistenza di una distinzione fra codici militari in tempo di pace e di guerra, e, successivamente, in merito all'esistenza stessa di un diritto militare, che possa agire in deroga alle regole che disciplinano il rapporto fra privati cittadini. La Consulta ha ribadito il principio per cui le azioni dei militari non sono soggette alle stesse regole dei privati cittadini né essere valutate dai tribunali civili.

Inoltre, lo statuto dell'ONU consente l'immediata difesa di un paese aggredito, ma vieta l'intervento degli altri Stati membri, per evitare una propagazione incontrollata del conflitto, a meno che non sia in legittima difesa (proporzionale e immediata, ex articolo 51 dello Statuto delle Nazioni Unite) o non ci sia un'autorizzazione del Consiglio di Sicurezza all'uso della forza, come è successo nella Guerra del Golfo del 1991 o il Consiglio di Sicurezza non decida di prendere azioni in difesa della pace e della sicurezza internazionale, usando contingenti militari messi a disposizione dagli Stati membri e posti sotto il comando del Comitato di Stato Maggiore ONU (articoli 42 e 43 dello Statuto). Questo elemento contrasta con altri accordi militari come quello della NATO, che impongono solidarietà militare nel caso di attacco di uno Stato membro. Tuttavia, in virtù dell'art. 103, le disposizioni dello Statuto delle Nazioni Unite prevalgono su ogni altro obbligo internazionale.

[modifica] Aspetti antropologici

L'istinto di sopravvivenza, la preservazione del proprio territorio vitale, la difesa dei propri mezzi di sussistenza, sono alcuni esempi di come una comunità possa esser spinta a prendere le armi contro una comunità nemica che mette a rischio spazi, diritti, valori o beni dati per acquisiti ed irrinunciabili. A queste motivazioni di tipo egoistico o utilitaristico si affiancano (e talvolta si coniugano) motivazioni di carattere psicologico o umorale come l'odio, il disprezzo, la vendetta, la paura.

[modifica] Aspetti etici

Dal punto di vista etico la guerra pone almeno tre tipi di problemi con relativi sotto problemi. Il primo riguarda la responsabilità dell'istituzione pubblica e dei suoi rappresentanti nell'indurre dietro compenso o costringere come dovere patrio dei soggetti a prendere le armi e farne uso contro qualcuno. Il secondo riguarda la legittimità o meno dei comportamenti del soggetto che usa le armi sotto coercizione a farlo e in base ad ordini ineludibili. Il terzo riguarda la legittimità dell'azione di belligeranza come autodifesa di una comunità rispetto a danni non necessariamente di tipo violento, ma, per esempio, economico o morale.

[modifica] Aspetti economici

Dal punto di vista economico si osserva infatti come nel tempo evolva mantenendo una coerenza logica.

[modifica] Prima ondata

  • Durante il sistema agrario il soldato combatte spesso nell'arco di un limitato periodo stagionale.[2]
  • Le razioni alimentari sono personali in partenza e poi di volta in volta depredate localmente.[3]
  • Al termine del conflitto l'estrema sanzione agli occupati dopo l'eliminazione dei soldati è la distruzione delle coltivazioni.[4]

[modifica] Seconda ondata

[modifica] Terza ondata

  • Il progresso tecnologico del settore civile segna il passo a quello militare.[8]
  • La fuga di cervelli diventa un parametro per misurare la ricchezza di particolari macro-aree capaci di attrarne come la Silicon Valley.[9]
  • Per ragioni di efficacia le decisioni dell'intelligence sono sempre più vincolate da informazioni aperte a favore della maggior partecipazione possibile.[10]

[modifica] Analisi statistica

L'analisi statistica della guerra è stata iniziata da Lewis Fry Richardson dopo la prima guerra mondiale. Più recentemente, database di guerra sono stati costruiti dai Correlates of War Project[11] e da Peter Brecke,[12] che ha censito e strutturato cataloghi esistenti.[13]

[modifica] Le guerre con maggiori perdite nella storia

Pos. Guerra Durata Luogo Schieramento 1 Schieramento 2 Morti causati[14]
1 Seconda guerra mondiale 1º settembre 1939-2 settembre 1945 Europa, Egitto, Libia, Etiopia, Cina, Sud-est asiatico, Nuova Guinea, Oceano Atlantico, Oceano Pacifico bandiera Impero britannico
bandiera Francia (1939-1940, 1944-1945)
Flag of Free France 1940-1944.svg Francia libera (1940-1944)
bandiera Polonia
bandiera Australia
bandiera Sudafrica
bandiera Nuova Zelanda
bandiera URSS (dal 1941)
bandiera Stati Uniti d'America (dal 1941)
bandiera Regno d'Italia (1944-45) (resistenza)
bandiera Germania
bandiera Repubblica Slovacca
bandiera Regno d'Italia (1940-1943)
bandiera Romania (1940-1944)
bandiera Ungheria (dal 1940)
bandiera Bulgaria (1941-1944)
Flag of Independent State of Croatia.svg Croazia (dal 1941)
bandiera Giappone (dal 1941)
Bandiera del Manchukuo Manchukuo (dal 1941)
VichyFlag.svg Francia di Vichy (1942-1944)
bandiera Repubblica Sociale Italiana (dal 1943)
45-50 milioni[15]
2 Prima guerra mondiale 28 luglio 1914-11 novembre 1918 Europa, Medio Oriente, Africa occidentale, Africa del sud-ovest, Oceano Atlantico. isole dell'Oceano Pacifico bandiera Impero britannico
bandiera Francia
bandiera Impero russo (fino al 1917)
bandiera Serbia
bandiera Belgio
bandiera Portogallo
bandiera Giappone
bandiera Regno d'Italia (dal 1915)
bandiera Romania (dal 1916)
bandiera Grecia (dal 1917)
bandiera Stati Uniti d'America (dal 1917)
bandiera Austria-Ungheria
bandiera Germania
bandiera Impero Ottomano
bandiera Bulgaria (dal 1915)
10-15 milioni
3 Seconda guerra sino-giapponese 1937-2 settembre 1945 Cina Flag of the Republic of China.svg Cina Nazionalista
Bandiera della Cina Cina comunista
bandiera Stati Uniti d'America (dal 1941)
bandiera Giappone
Bandiera del Manchukuo Manchukuo
5 milioni[16]
4 Guerra del Vietnam 1960-30 aprile 1975 Vietnam, Cambogia, Laos Flag of Vietnam.svg Vietnam del Nord
FNL Flag.svg Viet Cong

Flag of South Vietnam.svg Vietnam del Sud
Flag of the United States.svg Stati Uniti
Flag of Australia.svg Australia
Flag of New Zealand.svg Nuova Zelanda
Flag of Thailand.svg Thailandia
Flag of South Korea (bordered).svg Corea del Sud
Bandiera di Taiwan Formosa
4-4,2 milioni
5 Guerra civile cinese 1927-1937; 1946-1949 Cina Flag of the Republic of China.svg Cina Nazionalista Bandiera della Cina Cina comunista 3,2-3,5 milioni
6 Guerra di Corea 25 giugno 1950-29 luglio 1953 Corea bandiera Corea del Nord
bandiera Cina
bandiera Corea del Sud
bandiera Stati Uniti d'America
bandiera Regno Unito
bandiera Australia
bandiera Nuova Zelanda
2,5-3 milioni
7 Guerre napoleoniche 1803-1815 Europa, Oceano Atlantico, Oceano Indiano, Río de la Plata Flag of the Habsburg Monarchy.svg Impero austriaco[17]

Flag Portugal (1707).svg Regno del Portogallo
Flag of Prussia (1803).gif Regno di Prussia[17]
Flag of Russia.svg Impero russo[18]
Flag of Spain (1785-1873 and 1875-1931).svg Regno di Spagna (dal 1808) [19]
Flag of Sweden.svg Svezia[20]
Flag of the United Kingdom.svg Regno Unito[21]
Flag of Kingdom of Sardinia (1848).svg Regno di Sardegna
Two Sicilies Flag.gif Regno di Sicilia
Flag of the Papal States (pre 1808).svg Stato Pontificio
Flag of the Netherlands.svg Regno dei Paesi Bassi[22]
Pavillon royal de France.svg Realisti francesi
Flagge Herzogtum Braunschweig.svg Ducato di Brunswick
Flag of Hanover (1692).svgElettorato di Hannover
Flagge Herzogtum Nassau (1806-1866).svg Ducato di Nassau

Flag of France.svg Impero francese

Flag of the Netherlands.svg Regno d'Olanda
bandiera Regno Italico
Flag of Spain (1785-1873 and 1875-1931).svg Regno di Spagna (fino al 1808)
Flag of the Kingdom of Naples (1806).gif Regno di Napoli
Granducato di Varsavia
Flag of Denmark.svg Regno di Danimarca [23]
Ottoman Flag.svg Impero ottomano[24]
Flag of the Confederation of the Rhine.svg Confederazione del Reno

2-2,5 milioni
8 Guerra Iran-Iraq 1980-1989 Iran, Iraq bandiera Iran bandiera Iraq 1,2-1,5 milioni
9 Guerre galliche 58 a.C.-50 a.C. Gallia (odierne Francia, Belgio, Olanda) e Germania Vexilloid of the Roman Empire.svg Repubblica romana Galli 1,2-1,4 milioni[25]
10 Invasione sovietica dell'Afghanistan 24 dicembre 1979-2 febbraio 1989 Afghanistan AfghanFlag1980.png Afghanistan
Flag of the Soviet Union.svg U.R.S.S.
Flag of Jihad.svg Mujaheddin 1-1,2 milioni
11 Prima guerra giudaica 64-73 Giudea (attuali Israele e Palestina) Vexilloid of the Roman Empire.svg Impero romano Ribelli giudei 1,1 milioni
12 Guerra civile spagnola 17 luglio 1936-1º aprile 1939 Spagna Flag of the Second Spanish Republic.svg Repubblica spagnola
Flag of the Soviet Union (1923-1955).svg Unione Sovietica
Flag of the International Brigades.svg Brigate Internazionali
Bandera CNT-FAI.svg Federazione Anarchista Iberica
Hammer and sickle.svg POUM
UGT

PCE
bandiera Messico
Flag of Spain under Franco 1938 1945.svg Truppe nazionaliste
Bandera FE JONS.svg Falange Spagnola
Bandera Tradicionalista.png Requetés
CEDA
Merchant flag of Spanish Morocco.svg Protettorato spagnolo del Marocco
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg C.T.V. Italia
Flag of the NSDAP (1920–1945).svg Germania
bandiera Portogallo
Flag of the Irish Blueshirts.svg Blueshirts irlandesi
circa 1 milione

[modifica] Curiosità

Nel sanscrito del 1200 a.C., il termine che indica la guerra, युद्ध yuddha [26], significa 'desiderio di possedere più mucche' [27] [28]

[modifica] Note

  1. ^ Costituzione italiana
  2. ^ Alvin e Heidi Toffler, La guerra disarmata, da Philip M. Taylor, pp. 43.
  3. ^ Alvin e Heidi Toffler, La guerra disarmata, da Victor Hanson, pp. 43.
  4. ^ Alvin e Heidi Toffler, La guerra disarmata, da John Keegan, pp. 43.
  5. ^ Alvin e Heidi Toffler, La guerra disarmata, da R.R. Palmer, pp. 48.
  6. ^ Alvin e Heidi Toffler, La guerra disarmata, pp. 49.
  7. ^ Alvin e Heidi Toffler, La guerra disarmata, pp. 52.
  8. ^ Alvin e Heidi Toffler, La guerra disarmata, pp. 202.
  9. ^ Alvin e Heidi Toffler, La guerra disarmata, da Tom Peters, pp. 203.
  10. ^ Alvin e Heidi Toffler, La guerra disarmata, da Robert D. Steele, pp. 229.
  11. ^ COW Home Page
  12. ^ Peter Brecke: Global Modeling Research
  13. ^ http://www.pcr.uu.se/research/UCDP/confliktdatasetcatalog.pdf
  14. ^ Militari e civili
  15. ^ Molto importante per determinare i morti della guerra è il dibattito sull'inclusione dei 5 milioni di morti della seconda guerra sino-giapponese
  16. ^ A volte inclusi nella seconda guerra mondiale
  17. ^ a b Sia l'Austria che la Prussia furono per poco tempo alleati della Francia e contribuirono con le loro forze all'invasione francese della Russia.
  18. ^ La Russia fu alleata della Francia dal 1807 (trattato di Tilisit) fino all 'invasione del 1812; combatté contro la Svezia nella Guerra di Finlandia, e dichiarò formalmente guerra al Regno Unito nel 1807
  19. ^ Alleata della Francia fino al 1808. Vedi Guerra d'indipendenza spagnola.
  20. ^ Solo formalmente in guerra contro il Regno Unito dopo la sconfitta nella Guerra di Finlandia contro la Russia
  21. ^ Gran Bretagna fino al 1801.
  22. ^ Creato nel 1815
  23. ^ Neutrale fino alla battaglia di Copenaghen del 1807
  24. ^ Solo formalmente alleato della Francia, combatté contro il Regno Unito nella guerra anglo-turca (1807-1809) e contro la Russia nella guerra russo-turca (1806-1812)
  25. ^ Stime di Giulio Cesare
  26. ^ What is the word in sanskrit for war
  27. ^ Sanskrit Humor
  28. ^ War: A Desire for More Cows → Washingtons Blog

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

guerra Portale Guerra: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di guerra