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Storia contemporanea

modify Updated 23-05-2012, 01:01
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La storia contemporanea è, convenzionalmente, il periodo storico che parte dal Congresso di Vienna (1815 – sconfitta di Napoleone e riassetto dell'ordine europeo) a oggi.

Indice

[modifica] Periodizzazione

Interpretazioni alternative ne segnano l'inizio con la Rivoluzione Francese (1789 – nascita del primo stato nazionale borghese moderno), altre teorie ancora datano l'inizio della storia contemporanea col 1918, altre ancora col 1945; vi sono coloro poi che parlano del 1870, anno della presa di Roma e soprattutto l'anno della battaglia di Sedan, che avrebbe poi condotto alla nascita del II Reich tedesco.

Le teorie sono molteplici e il dibattito storiografico sulla periodizzazione dell'età contemporanea è ancora vivamente aperto; la datazione canonica è comunque quella che parte dal Congresso di Vienna.

Gli storici sono piuttosto concordi a far finire la storia contemporanea col 1989 (teorie storiografiche parlano addirittura – forse esagerando – di fine della storia), anno del crollo del muro di Berlino. La periodizzazione, è comunque un fatto che dipende da vari fattori, quali ad esempio l'argomento preso in esame e l'ottica con cui tale argomento viene studiato (uno studio economico può usare parametri diversi da uno studio politico o culturale).

Benedetto Croce riferendosi proprio alla periodizzazione della storia contemporanea disse: «ogni storia è storia contemporanea», in quanto lo storiografo che scrive vive nel mondo attuale così come anche il pubblico cui lo storiografo si rivolge.

[modifica] L'emergere degli stati-nazione (1815-1870)

Con l'espressione rivoluzione industriale si indica lo sviluppo manifatturiero, della Gran Bretagna prima e del resto d'Europa poi, che riguarda prevalentemente il settore tessile-metallurgico e comporta l'introduzione della spoletta volante e della macchina a vapore; il suo arco cronologico è solitamente compreso tra il 1760-1780 al 1830.

Napoleone venne sconfitto definitivamente a Waterloo nel 1815, data che segnò l'inizio dell'età moderna. Al Congresso di Vienna l'assetto dell'Europa venne ridefinito e iniziò il processo di consolidazione degli stati nazionali, che sarebbero diventati in breve i protagonisti della politica europea.

La restaurazione delle forme di potere antecedenti alla Rivoluzione francese, negli anni dal 1815 al 1848 tentò invano di soffocare le aspirazioni liberali e nazionali delle popolazioni europee suscitate dalla Rivoluzione francese. A queste si aggiunsero sia le trasformazioni sociali legate alla Rivoluzione industriale, sia la rinascita di spinte nazionalistiche che mal tolleravano forme di governo sempre più lontane dalle esigenze popolari. Come conseguenza, il periodo tra il 1815 ed il 1848 fu segnato da una serie di moti rivoluzionari.

Nel 1848, anno della primavera dei popoli, Karl Marx pubblicò il Manifesto del Partito Comunista, iniziando idealmente l'era della diffusione di massa delle ideologie politiche: socialismo, anarchismo, primo nazionalismo. Nel 1864 nacque a Londra la Prima Internazionale, che s'ispirava ai principi del Manifesto, ma chiuse nel 1876.

Nella seconda metà del secolo ci fu una serie di guerre che ebbero, tra i maggiori risultati, la nascita di stati nazionali in Italia e Germania. Nel 1870 si svolse la guerra franco-prussiana: la Francia venne sonoramente sconfitta dalla Prussia e divenne l'unica grande potenza repubblicana in Europa. La Prussia divenne Impero di Germania e, in seguito al venir meno della protezione francese sullo Stato Pontificio, l'Italia annettè Roma.

L'unità d'Italia era avvenuta nel 1861, quando il parlamento a Torino aveva eletto re Vittorio Emanuele II di Savoia. Il Regno di Sardegna attaccò l'Impero austriaco nella Seconda guerra di indipendenza italiana del 1859 con l'aiuto della Francia, liberando la Lombardia. Nel 1860-61 Giuseppe Garibaldi con la spedizione dei mille conquistò il Regno delle Due Sicilie, permettendone l'annessione al nascente stato italiano.

Negli Stati Uniti si svolse la guerra di secessione americana, primissimo esempio di guerra moderna e in larga scala (1860-1865). I morti furono 600.000, un numero pari agli effettivi dell'esercito più grande fino allora dispiegato (quello di Napoleone in Russia).

[modifica] Imperialismo e Nazionalismo (1870-1914)

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Imperialismo e Nazionalismo.

Il periodo fra 1870 e Prima guerra mondiale fu caratterizzato dall'avvento della società di massa. La produzione di beni di consumo durevoli aumentò sensibilmente, la partecipazione politica si allargò a strati sempre più ampi di popolazione, i governi dei singoli paesi adottarono le prime politiche di welfare.

Anche a causa della lunga e grave crisi economica nota come 'Grande depressione', le borghesie nazionali utilizzarono il nuovo binomio protezionismo-imperialismo in una competizione crescente e sfociante nella Prima guerra mondiale.

La Conferenza di Berlino (1884) diede simbolicamente il via alla spartizione dell'Africa e del colonialismo europeo attivo. La sconfitta italiana ad Adua del 1896 contro le truppe etiopi segnò l'interruzione dell'iniziativa coloniale italiana e la fine della carriera politica di Crispi.

Nel 1889 nacque la Seconda Internazionale che si impegnava di trovare la via più semplice per eliminare la lotta di classe. All'interno dell'Internazionale c'era chi opta per una rivoluzione e chi preferiva una via graduale di riforme sociali.

Il XX secolo si aprì, emblematicamente, con una guerra corale delle potenze mondiali in un paese ancora periferico: le truppe italiane, tedesche, giapponesi, inglesi, russe schiacciarono la rivolta dei Boxer in Cina. Nel 1905 si chiuse la guerra russo-giapponese, con la vittoria di questi ultimi, la prima sperimentazione del fuoco di artiglieria in larga scala e il primo grave colpo inferto al regime zarista.

L'esposizione di Parigi (1900) rappresentò insieme il culmine e la tragica fine dell'ideale positivistico ottocentesco e della Belle époque. Di lì a poco l'irrazionale entusiasmo per il razionale si sarebbe estinto nelle trincee.

[modifica] Le due guerre mondiali (1914-1945)

Dopo il periodo relativamente pacifico che vede l'espansione della borghesia industriale, periodo noto anche come Belle époque, le tensioni tra gli stati nazionali europei raggiungono un punto di rottura: le potenze della Triplice Intesa si confrontano con quelle della Triplice Alleanza, dando inizio alla prima guerra mondiale (19141918). È comunemente considerata dagli storici uno degli eventi che forgiarono il XX secolo, cambiando per sempre le strutture statali, le tattiche militari, le prospettive culturali. Per la prima volta gli Stati Uniti intervengono in una guerra europea, rompendo la Dottrina Monroe.

Nell'ottobre 1917 si estingue, nel fuoco della rivoluzione, l'Impero Russo. È il primo tentativo su larga scala di applicazione delle teorie marxiste. Nasce il primo totalitarismo europeo (ma la definizione è molto contestata).

Il Trattato di Versailles del 1919, per il prevalere degli interessi nazionali, impone severe condizioni alla Germania e il disfacimento degli imperi tedesco, austro-ungarico e russo con la creazione di nuovi stati come la Polonia, Cecoslovacchia e la Iugoslavia.

Benito Mussolini prende il potere in Italia nel 1922, seguito da Adolf Hitler in Germania nel 1933. Si impone in Europa il modello nazifascista, ripreso in parte da Antonio Salazar in Portogallo e Francisco Franco in Spagna.

La crisi del 1929 scuote la fiducia nell'economia liberista, dando ulteriore impulso all'affermazione dei totalitarismi a centralismo economico.

La Germania nazista, dopo l'annessione dell'Austria e dei Sudeti e dopo la definizione del Patto d'acciaio con l'Italia e la firma di un patto di non aggressione con l'Unione Sovietica, attacca la Polonia ed entra in guerra con gli Alleati. Inizia la seconda guerra mondiale, considerata da molti storici come l'atto conclusivo di una "nuova guerra dei trent'anni" che va dal 1914 al 1945. Seguono le invasioni di Paesi Bassi, Belgio, Francia (Campagna di Francia), Danimarca, Norvegia (Operazione Weserübung) e Balcani (Campagna dei Balcani). Dopo questi iniziali successi, la Germania tenta di invadere il Regno Unito e nel 1941 attacca la Russia; questa invasione viene però fermata vicino Mosca nel dicembre del 1941. Tra il 1941 e il 1943, comunque, la Germania e l'Italia raggiungono un dominio pressoché completo dell'Europa continentale, minacciato però dall'inversione delle sorti nella guerra contro la Russia. Nel frattempo l'Impero giapponese, alleatosi a Germania ed Italia nel settembre 1940, attacca gli Stati Uniti il 7 dicembre 1941, dopo mesi di embargo americano. Le vittorie alleate in Nordafrica sono seguite dall'invasione dell'Italia nel 1943, dallo sbarco in Normandia nel giugno del 1944 e dall'invasione a tenaglia russo-americana della Germania nel 1945, portando alla fine della guerra in maggio per l'Europa, e in agosto per l'Asia.

La guerra determinò la sconfitta dei totalitarismi di destra e l'affermazione di Stati Uniti e Unione Sovietica come nuove superpotenze mondiali. La tecnologia conobbe un incremento accelerato, con esiti positivi (radar, medicina, aeronautica) e orribili (bomba atomica, armi di distruzione di massa). Inizio della prima fase della decolonizzazione (la seconda fase avrebbe avuto luogo negli anni sessanta).

[modifica] La guerra fredda (1945-1991)

La fine della guerra portò alla separazione delle nazioni europee in due blocchi, distinguendo tra quelle filo occidentali facenti parte della NATO e quelle di influenza sovietica del Patto di Varsavia. La contrapposizione dei due blocchi portò a quella che venne definita Guerra fredda, la cui fase culminante si sarebbe chiusa con lo sbarco nella Baia dei porci (1961). L'Europa era per la prima volta relegata alla periferia del Primo Mondo.

La presidenza Kennedy (1961-63) portò ad una politica di avvicinamento fra le due superpotenze. Continuavano, però, le politiche di contenimento del comunismo da parte degli Stati Uniti: furono di questo periodo il sopraccitato sbarco nella Baia dei porci e l'inizio della guerra del Vietnam. Lo scontro finì nel 1975, quando le truppe nordvietnamite presero Saigon (1975), respingendo definitivamente le truppe sudvietnamite e statunitensi. Fu il primo smacco sul campo dell'esercito statunitense, e fu la prima guerra ad essere estensivamente seguita dai media televisivi, con effetti disastrosi sull'opinione pubblica occidentale.

Un processo d'integrazione economica e politica portò allo sviluppo del Mercato Europeo Comune nel 1957 e dell'Unione Europea nel 1992.

Una nuova crisi finanziaria scosse il mondo nel 1973, in congiunzione della guerra del Kippur tra Egitto e Israele. Per la prima volta dei paesi fuori dalle sfere di influenza americana e russa fecero sentire il proprio potere in modo significativo: imposto l'embargo sul petrolio agli Stati Uniti.

L'elezione congiunta di Margaret Thatcher in Gran Bretagna (1979) e Ronald Reagan (1980) negli Stati Uniti sancì il processo, da tempo in atto, di ritorno al liberismo estremo in Occidente.

Nel 1989 cadde il muro di Berlino e di lì a poco, nel 1991, lo avrebbe seguito l'intera Unione Sovietica, incapace di risolvere le proprie contraddizioni interne e di vincere la sfida con il capitalismo occidentale.

[modifica] Innovazioni per campo

[modifica] Bibliografia

  • Eric J. Hobsbawm, Il secolo breve, Milano: RCS Libri ISBN 88-17-25901-2
  • Giovanni Montroni, Scenari del mondo contemporaneo dal 1815 a oggi, Roma, Laterza, 2005.
  • Mark Mazower, Le ombre d’Europa. Democrazia e totalitarismo nel XX secolo, Milano, Garzanti, 2001.
  • Federico Romero, Storia internazionale del Novecento, Roma, Carocci, 2001.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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