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Elezioni politiche italiane del 1953

modify Updated 18-05-2012, 23:09
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II Legislatura
Votazioni Elezioni politiche del 1953
Governi De Gasperi VIII, Pella, Fanfani I, Scelba, Segni I, Zoli

Le elezioni politiche del 1953 si tennero il 7 giugno.

Il Senato, che ancora aveva una legislatura della durata di sei anni, fu sciolto anticipatamente.

Con queste elezioni entrò in vigore una nuova legge elettorale, che prevedeva un sistema proporzionale con premio di maggioranza per la coalizione di partiti che avesse ottenuto la maggioranza assoluta (50% +1) dei voti. La legge era stata varata dai partiti della precedente coalizione di governo (DC, PRI, PSDI, PLI) che - infatti - si presentarono uniti, ma non riuscirono, per pochi voti, a raggiungere il quorum richiesto per il premio: a queste elezioni, infatti, aumentarono i loro voti le sinistre (PCI, PSI) e le destre (PNM, MSI).

Da questo momento sarà il PCI ad egemonizzare l'area elettorale operaia a discapito del PSI che, dopo la Rivolta d'Ungheria, inizierà la sua marcia verso il centro, pur restando per il momento legato al PCI nelle amministrazioni locali.

La nuova legge viene definita dalle opposizioni come "legge truffa"; la DC, presentatasi alle consultazioni con Alcide De Gasperi presidente del Consiglio uscente, perde più dell'8% dei consensi rispetto alle elezioni del '48.

"Le elezioni politiche generali del 7 giugno 1953 si svolsero per il Senato con la legge del 6 febbraio 1948, n. 29, e per la Camera con la nuova normativa (legge 31 marzo 1953, n. 148). Le forze politiche della coalizione ottennero solamente il 49,85% non usufruendo così del premio di maggioranza ed annullando gli effetti della legge che più tardi venne abrogata con la legge 31 luglio 1954, n. 615, ripristinando in ogni sua parte le norme del testo unico del 1948." [1]

Indice

[modifica] Risultati elettorali

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Grafico delle elezioni politiche italiane.
Distribuzione geografica del voto 1953 per la Camera.

[modifica] Camera dei deputati

totale percentuale (%)
Elettori 30.280.342  
Votanti 28.410.326 93,8 (su n. elettori)
Voti validi 27.092.743 95,4 (su n. votanti)
Voti non validi 1.317.583 4,6 (su n. votanti)
di cui schede bianche 436.534 1,5 (su n. votanti)
Quorum premio di maggioranza 13.546.372 50,01 (su n. voti validi)

Sistema elettorale proporzionale. L'eventuale premio di maggioranza non si concretizzò, essendosi l'alleanza governativa fermata al 49,8% delle preferenze, richiedendo invece la legge il 50%.

Partiti voti voti (%) seggi
Democrazia Cristiana (DC) app[2] 10.864.282 -1.875.760 40,10 -8,41 263
Partito Comunista Italiano (PCI)   6.121.922 - 22,60 - 143
Partito Socialista Italiano (PSI)   3.441.305 - 12,70 - 75
Partito Nazionale Monarchico (PNM)   1.855.842 +1.126.764 6,85 +4,07 40
Movimento Sociale Italiano (MSI)   1.582.567 +1.055.685 5,84 +3,83 29
Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) app[2] 1.223.251 -634.865 4,52 -2,55 19
Partito Liberale Italiano (PLI) app[2] 816.267 - 3,01 - 13
Partito Repubblicano Italiano (PRI) app[2] 437.988 -213.887 1,62 -0,86 5
Südtiroler Volkspartei (SVP) app[2] 122.792 -1.451 0,45 -0,02 3
Partito Sardo d'Azione (PSd'Az) app[2] 27.228 -34.700 0,10 -0,14 0
altri [3]   599.299 - 2,21 - 0
Totale 27.092.743 100,00 590

[modifica] Senato della Repubblica

Vittorie comune per comune
totale percentuale (%)
Elettori 27.172.871  
Votanti 28.410.326 93,8 (su n. elettori)
Voti validi 24.309.351 95,4 (su n. votanti)
Voti non validi 1.173.850 4,6 (su n. votanti)
di cui schede bianche 629.762 2,5 (su n. votanti)


Nelle elezioni del 1953, il sistema elettorale del Senato era formalmente uninominale maggioritario, nel caso che il candidato ottenesse almeno il 65% dei voti.

Per comodità di lettura e confrontabilità, i risultati sono riportati tenendo conto dei contrassegni associati ad ogni candidato.

Partiti voti voti (%) seggi
Democrazia Cristiana (DC)[4] 9.886.651 40,69 116
Partito Comunista Italiano (PCI) 4.912.093 20,21 51
Partito Socialista Italiano (PSI) 2.893.148 11,90 26
Partito Nazionale Monarchico (PNM) 1.582.653 6,51 14
Movimento Sociale Italiano (MSI) 1.473.596 6,06 9
Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) 1.046.659 4,31 4
Partito Liberale Italiano (PLI) 695.985 2,86 3
PCI - PSI - Indipendenti[5] 159.511 0,66 2
PNM - Indipendenti[6] 117.431 0,48 1
Südtiroler Volkspartei (SVP) 107.139 0,44 2
PSI - PCI - Indipendenti[7] 84.978 0,35 2
PCI - PSI - Indipendenti[8] 75.784 0,31 2
PCI - Indipendenti[9] 52.328 0,22 1
PNM - Indipendenti[10] 32.709 0,13 1
ADN - Indipendenti[11] 32.194 0,13 1
PCI - Indipendenti[12] 28.327 0,12 1
PCI - Indipendenti[13] 14.831 0,06 1
altri 1.120.954 4,61 0
Totale 24.309.351 100,00 237

[modifica] Analisi Territoriale del voto

La Democrazia cristiana si riconferma molto forte nel Triveneto, nell'Alta Lombardia e nelle province di Lucca, Cuneo con risultati superiori al 50% dei voti. Oltre la media nazionale anche i consensi ottenuti in Abruzzo, nelle Marche nel ponente Ligure, in Calabria e in Sardegna, mentre si conferma debole in Emilia-Romagna, Toscana e Umbria dove a stento supera il 30% dei voti. In linea con la media nazionale nel resto del Paese.

Il Partito Comunista Italiano risulta nuovamente predominante nel Centro Italia, specialmente in Emilia-Romagna, Toscana e Umbria, e piuttosto apprezzato nel Nord Ovest, regioni in cui ottiene rispettivamente il 35 e il 25%. Riesce, però, ad uscire dalle sue solite zone d'influenza e ottiene consensi superiori alla media nazionale in Abruzzo, Puglia, Basilicata e Sicilia. Continua, tuttavia, ad avere enormi difficoltà nel Nord Est, dove a stento supera il 10% dei voti, in Campania e in Sardegna.

Il Partito Socialista Italiano va particolarmente bene in Umbria, dove ottiene il 20% dei voti, e nel Nord Italia, in cui supera il 15% dei voti. Più precisamente ottiene risultati sopra il 20% dei consensi sulla retta che va da Novara a Ferrara passando per Varese, Cremona, Mantova, in cui raggiunge il 25% delle preferenze, e Venezia. Nel resto del Paese ottiene risultati in linea con la media nazionale o di poco inferiore, superando il PCI in Veneto e Lombardia.

Il Partito Nazionale Monarchico ottiene la maggior parte dei suoi consensi nel Sud Italia, in particolare dalla Campania, in cui supera il 15% dei voti, dalla Puglia e dalla Sicilia dove ottiene circa il 10% delle preferenze. Sopra la media nazionale il resto del Sud, mentre nel Nord Italia i risultati sono piuttosto inferiori alla media eccezion fatta per il Piemonte in cui raggiunge quasi il 7%. Profondamente inferiori alla media in Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Marche dove non supera nemmeno il 2% dei voti.

Il Movimento Sociale Italiano si distribuisce più omogeneamente sul territorio nazionale ma rimane comunque radicato nel Centro-Sud Italia, specialmente nel Lazio, in Abruzzo e in Sicilia dove supera il 10% dei voti. Nel Nord Italia ottiene consensi non troppo inferiori alla media con percentuali particolarmente elevate nel Friuli-Venezia Giulia.

Il Partito Socialista Democratico Italiano ottiene buoni risultati soprattutto nel Nord Italia con percentuali superiori al 5%, mentre nel Centro-Sud i consensi sono conformi alla media nazionale o leggermente inferiori, eccezion fatta per Puglia, Sicilia e Sardegna dove non supera il 2%.

Veneto, Piemonte, Campania e Sicilia sono le regioni in cui il Partito Liberale Italiano è più forte. Ottiene risultati in linea con la media nazionale in quasi tutto il resto del Paese. Da segnalare il risultato eccezionale, sopra il 15%, ottenuto nella provincia di Campobasso.

Il Partito Repubblicano Italiano si conferma forte in Romagna, dove ottiene più del 10% dei voti, nelle Marche, nel Lazio, sulla costa toscana e nella Provincia di Trapani. Nel resto d'Italia stenta a superare il punto percentuale.

Fonte: Ministero dell'Interno

[modifica] Galleria

[modifica] Note

  1. ^ Fonte: Camera dei Deputati
  2. ^ a b c d e f partiti apparentati ai fini del premio di maggioranza
  3. ^ tra cui: Unione Socialista Indipendente (USI), 225.481 (0,83%) - Unità Popolare (UP), 170.824 (0,63%) - Alleanza Democratica Nazionale (ADN), 120.807 (0,45%)
  4. ^ Le liste inclusero infruttuose candidature repubblicane.
  5. ^ Candidature presentate in Sardegna con il contrassegno Sardegna e due spighe. Eletti: Velio Spano (PCI per Iglesias) ed Emilio Lussu (PSI per Cagliari).
  6. ^ Candidature monarchiche presentate in Piemonte con il contrassegno Stella, corona e spighe.
  7. ^ Candidature socialiste e riformiste presentate in Sicilia in desistenza coi comunisti con il contrassegno Testa di Garibaldi.
  8. ^ Candidature presentate negli Abruzzi con il contrassegno Tre stelle e scritta "Pace, Libertà, Lavoro". Eletti: Armando Cermignani (PSI per Pescara) e Leo Leone (PCI per Teramo).
  9. ^ Candidatura comunista presentata in Emilia-Romagna con il contrassegno Tre spighe e stella.
  10. ^ Candidature monarchiche presentate in Abruzzo-Molise con il contrassegno Corona e nodo sabaudo.
  11. ^ Candidature presentate in Campania con il contrassegno Gallo. Eletto Luigi Angrisani, indipendente della sinistra riformista.
  12. ^ Candidatura comunista presentata in Sicilia con il contrassegno Chiave.
  13. ^ Candidatura comunista presentata in Basilicata con il contrassegno Aratro e berretto frigio.
Calendario delle elezioni in Italia
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