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Creative Commons

modify Updated 19-05-2012, 03:02
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Creative Commons
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Logo di Creative Commons
Nome: Creative Commons
Fondazione: 2001
Affiliazione internazionale:
Personaggi chiave:
Presidente: Lawrence Lessig
Vicepresidente:
Organi dirigenti:
Area di attività: Bandiera del Mondo Mondo
Sede centrale: Bandiera degli Stati Uniti San Francisco, California, USA
Altre sedi:
Sito ufficiale: creativecommons.org

Creative Commons (CC) è un'organizzazione non profit con sede a San Francisco dedicata all'espansione della portata delle opere di creatività offerte alla condivisione e all'utilizzo pubblici. Essa intende altresì rendere possibile, com'è sempre avvenuto prima di un sostanziale abuso della legge sul copyright, il ricorso creativo a opere di ingegno altrui nel pieno rispetto delle leggi esistenti. La missione di Creative Commons è ben rappresentata dal logo dell'organizzazione (CC), che rappresenta una via di mezzo tra il rigido modello del copyright All rights reserved (C) e quello invece di pubblico dominio No rights reserved (PD), introducendo il nuovo concetto appunto di some rights reserved (CC).

Indice

[modifica] Scopi

Le licenze di tipo Creative Commons permettono a quanti detengono dei diritti di copyright di trasmettere alcuni di questi diritti al pubblico e di conservare gli altri, per mezzo di una varietà di schemi di licenze e di contratti che includono la destinazione di un bene privato al pubblico dominio o ai termini di licenza di contenuti aperti (open content). L'intenzione è quella di evitare i problemi che le attuali leggi sul copyright creano per la diffusione e la condivisione delle informazioni.

Il progetto fornisce diverse licenze libere che i detentori dei diritti di copyright possono utilizzare quando rilasciano le proprie opere sulla Rete. Il progetto fornisce anche dei metadata RDF/XML che descrivono la licenza ed il lavoro che rende più facile il trattamento automatico e la ricerca delle opere concesse con licenza creative commons; viene anche fornito un Founder's Copyright[1], il quale è un contratto che vorrebbe ricreare lo spirito del concetto originale di Copyright così come introdotto dai padri fondatori nella costituzione americana.

La normativa per le Creative Commons fornisce un insieme di 4 opzioni che permettono facilmente di riconoscere i diritti vantati dall'autore e da terzi sull'oggetto della licenza. Diversamente dalla General Public License, la legge per le Creative Commons non contiene un testo di riferimento "pronto all'uso", che l'autore può adottare per la sua opera senza alcun adattamento di tipo tecnico o legale.
La normativa non ha disciplinato il tema della revoca della licenza, per mutata volontà dell'autore o obbligazioni legittime derivanti da cause di forza maggiore, come un ordine giudiziale, e il tema collegato della retroattività di questa revoca verso le parti dell'opera già rilasciate sotto licenza opensource e opencontent, e in particolare in avanzato stato di modifica da parte di altri soggetti.
L'autore di un programma o opera in genere potrebbe ad esempio distribuire gratuitamente e sotto una licenza Creative Commons per un certo periodo di tempo, beneficiando di una pubblicità gratuita fra gli utenti e dei contributi apportati dalla comunità, dopodiché potrebbe legittimamente revocare la licenza e iniziare una distribuzione commerciale dell'opera.
La licenza GNU-GPL dalla versione 2.0 ha regolato la materia, prevedendo che l'autore può revocare la licenza solamente per la sua copia, non per quelle già distribuite ad altri utenti, e che quindi la revoca non può essere retroattiva, riguardando soltanto parti di codice e modifica all'opera successive al cambio di licenza. Inoltre, se per obbligazioni dovute a cause di forza maggiore, l'autore non può applicare la licenza questa si intende revocata automaticamente per l'intera opera. Resta il caso di una revoca retroattiva per cause di forza maggiore, prevalenti sul testo della licenza stessa, che non è ancora regolato dalla legge.

[modifica] Storia

Golden Nica Award per Creative Commons.

Le licenze Creative Commons sono state anticipate dalle licenze Open Publication License (OPL) e GNU Free Documentation License (GFDL). La GFDL è intesa principalmente come una licenza per la documentazione software, ma è anche in uso per progetti che non riguardano strettamente il software, come la stessa Wikipedia. La licenza OPL è ora defunta, e il suo stesso creatore suggerisce di non utilizzarla. Sia la OPL che la GFDL contenevano delle sezioni opzionali che, nell'opinione dei critici, le rendevano meno libere. La GFDL si differenzia dalle licenze creative commons nella sua richiesta che i lavori licenziati con essa vengano distribuiti in una forma "trasparente", ad esempio non usando formati proprietari e/o segreti.

Creative Commons è nato ufficialmente nel 2001 per volere del professore Lawrence Lessig, ordinario della facoltà di Giurisprudenza di Stanford (e in precedenza anche di Harvard) e riconosciuto come uno dei massimi esperti di diritto d'autore negli Stati Uniti. Lessig fondò l'organizzazione come metodo addizionale per raggiungere il suo scopo nel suo caso di fronte alla Corte Suprema degli Stati Uniti, Eldred v. Ashcroft. Il set iniziale delle licenze creative commons fu pubblicato il 16 dicembre 2002.[2] Al progetto fu conferito il Golden Nica Award durante il Prix Ars Electronica nella categoria Net Vision nel 2004.

A marzo 2009, è stata rilasciata la prima versione per la licenza Creative Commons 0. Con questa licenza, l'autore rinuncia a qualunque diritto sull'opera, che può essere utilizzata da tutti, in qualunque modo, per sempre e senza condizioni. Scompare pure l'obbligo di citare l'autore.

La legislazione, al momento, non prevede che vi sia un ente preposto dove l'autore possa depositare l'opera prima di distribuirla. È più difficile per l'autore dimostrare la paternità dell'opera, nel caso in cui qualcuno applichi successivamente il diritto d'autore, e al limite accusi di averlo violato quanti fruiscono l'opera stessa.

Rispetto alla licenza, prevale la legislazione, che nei Paesi di diritto latino prevede che resti l'obbligo di citare l'autore, e che i diritti morali sulle opere siano per questi irrinunciabili.

[modifica] In Italia

Nella primavera del 2003, in seguito al crescente interesse per il Creative Commons, l’Istituto di Elettronica e di Ingegneria dell’Informazione e delle Telecomunicazioni (IEIIT organo del CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche) contatta Creative Commons intenazionale per offrirsi di tradurre e ampliare il discorso dei CC in Italia. Scopo del progetto era quello di tradurre e adattare al modello legislativo italiano e licenze CC create in un sistema giuridico differente, quello americano, soggetto alla Common Law. come punto di partenza di questo progetto, l'avvocato milanese Antonio Amelia produce le prime traduzioni delle licenze contestualizzandole alle leggi italiane. Il 18 novembre 2003, il fondatore del Creative Commons Lawrence Lessig, già professore alla Stanford University ed uno dei massimi esperti mondiali in materia di diritto d'autore, annuncia ufficialmente l'inizio del lavoro di traduzione e adattamento delle licenze CC da parte del team italiano. Viene nominato capo del progetto il professore Marco Ricolfi del Dipartimento di Scienze Giuridiche (DSG) dell'Università degli Studi di Torino. Al gruppo di lavoro giuridico, del quale fanno parte anche Marco Ciurcina, Massimo Travostino, Nicola Bottero e Samantah Zanni, si affianca l'attività di Juan Carlos De martin e Alessandro Cogo, appartenenti all'IEIIT-CNR, che fornisce consulenza e sviluppo per quanto riguarda la parte tecnologica e di traduzione. Inizia inoltre ad avviarsi un'interazione con la comunità, prevalentemente tramite la mailing list e un wiki. Nel 2004 vengono pubblicate le prime versioni del Creative Commons tradotto dapprima nella versione 1.0 e in seguito nella versione 2.0, entrambe disponibili su wiki per la pubblica discussioni della comunità. Il 16 dicembre 2004, vengono presentate a Torino le Licenze Creative Commons italiane, con una presentazione avvenuta presso la Fondazione Giovanni Agnelli, nella quale sono anche stati presentati quattro documenti riguardanti alcuni dei temi approfonditi nel corso dell'attività. A questo punto, l'attività del Creative Commons è totalmente avviata, e nel 2005 inizia una nuova fase del progetto: il prof. Marco Ricolfi viene sostituito come Lead Creative Commons Italia dal ricercatore dell' IEII-CNR Juan Carlos De Martin. Il prof. Ricolfi assume il ruolo di coordinatore scientifico del gruppo giuridico. Sempre a Torino, nel novembre 2005,si tiene il CCIT2005,ovvero il primo incontro nazionale di CC Italia, sui temi dei multimedia, dell'editoria e della musica. A tale incontro ne seguiranno altri due, il primo nel 2006, a seguito della presentazione pubblica della versione 2.5 delle liicenze Creative Commonns italiane; l'altro nel 2009, a seguito della presentazione della bozza 3.0. Diversi i temi trattati in queste due occasioni: nel 2006 si parla di archivi, di User Genereted Content e di Open Access; nel 2009 si discute dei temi delle licenze llibere e della gestione collettiva dei diritti. L'ultimo incontro pubblico del Creative Commons italia è avvenuto nel 2010. Attualmente esiste un sito web (http://www.creativecommons.it/), che nella prima fase del progetto era coordinato e prodotto da membri della comunità. Tale attività è stata portata avanti in primo luogo dai promotori del sito, Danilo Moi e Lorenzo De Tomasi, coadiuvati dal nucleo di collaboratori. A partire dal 2005, con l'avvio della Fase II del progetto CC Italia, il dominio del sito web è passato dall'EIIT-CNR al Politecnico di Torino, diventando il sito ufficiale di Creativee Commons Italia. Il sito continua a svilupparsi grazie al contributo dei commoners, che avviene sia attraverso i commenti al sito ufficiale, sia tramite le pagine dei commoners. [3]

[modifica] Le quattro clausole delle licenze Creative Commons

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Licenze Creative Commons.

Le licenze Creative Commons sono nate negli USA appoggiandosi al sistema giuridico locale. Sono state quindi adattate al sistema giuridico italiano, dove il diritto d'autore è regolato dalla legge 633/41. L'autore diventa detentore dei diritti nel momento dell'estrinsecazione dell'opera creativa, secondo la L. 633/41, art. 6

« Il titolo originario dell'acquisto del diritto di autore è costituito dalla creazione dell'opera, quale particolare espressione del lavoro intellettuale »

Inoltre tutti i diritti sono riservati all'autore (art.13 / 18bis).

Le sei licenze Creative Commons (definite dalla combinazione di quattro attributi) stabiliscono in modo esplicito quali sono i diritti riservati, modificando quindi la regola di default in cui tutti i diritti sono riservati.

[modifica] Attribuzione (by)

Attribuzione (Attribution)

Bisogna sempre indicare l'autore dell'opera (attributo obbligatorio) in modo che sia possibile attribuirne la paternità come definito dagli artt. 8 e 20 lda:

« È reputato autore dell'opera, salvo prova contraria, chi è in essa indicato come tale, nelle forme d'uso, ovvero, è annunciato come tale nella recitazione, esecuzione, rappresentazione o radiodiffusione dell'opera stessa. Valgono come nome lo pseudonimo, il nome d'arte, la sigla o il segno convenzionale, che siano notoriamente conosciuti come equivalenti al nome vero. »
(art. 8)
« [...] l'autore conserva il diritto di rivendicare la paternità dell'opera [...] »
(art. 20)

[modifica] Non uso commerciale (nc)

Non Commerciale (Non Commercial)

Non sono consentiti usi commerciali dell'opera creativa come definito dal secondo comma dell'art. 12:

« l'autore ha altresì [...] il diritto esclusivo di utilizzare economicamente l'opera [...] »

Con il secondo attributo si definisce come diritto esclusivo dell'autore il solo uso commerciale dell'opera creativa. I diritti di riproduzione (art. 13), di trascrizione (art. 14), di esecuzione (art. 15), di comunicazione al pubblico (art. 16), di distribuzione (art. 17) e di noleggiare (art. 18bis) definiti dalla L633/41 non sono esplicitati nella licenza e pertanto non sono considerati diritti esclusivi dell'autore. Chiunque può riprodurre, trascrivere, eseguire e distribuire purché non a scopo di lucro, attribuendo sempre la paternità come definito nel primo attributo. Tuttavia le limitazioni sullo sfruttamento economico dell'opera sono limitate al settantesimo anno solare dopo la morte dell'autore come specificato dall'art. 25 lda.

[modifica] Non opere derivate (nd)

No opere derivate (No Derivative Works)

Non sono consentite elaborazioni dell'opera creativa come definito dall'art 20

« [...] l'autore conserva il diritto di rivendicare la paternità dell'opera e di opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione od altra modificazione, ed a ogni atto a danno dell'opera stessa, che possano essere di pregiudizio al suo onore o alla sua reputazione »


Caso particolare costituito dalle opere architettoniche, per le quali

« [...] l'autore non può opporsi alle modificazioni che si rendessero necessarie nel corso della realizzazione [...] o ad opera già realizzata  »

[modifica] Condividi allo stesso modo (sa)

Condividi allo stesso modo (Share Alike)

Si può modificare l'opera ma l'opera modificata deve essere rilasciata secondo le stesse condizioni scelte dall'autore originale.

« Senza pregiudizio dei diritti esistenti sull'opera originaria, sono altresì protette le elaborazioni di carattere creativo dell'opera stessa, quali le traduzioni in altra lingua, le trasformazioni da una in altra forma letteraria od artistica, le modificazioni ed aggiunte che costituiscono un rifacimento sostanziale dell'opera originaria, gli adattamenti, le riduzioni, i compendi, le variazioni non costituenti opera originale. »
(art 4)

In particolare le sei licenze pubbliche Creative Commons sono:

  • Attribuzione
  • Attribuzione - Non opere derivate
  • Attribuzione - Non Commerciale
  • Attribuzione - Condividi allo stesso modo
  • Attribuzione - Non opere derivate, Non commerciale
  • Attribuzione - Non commerciale, Condividi allo stesso modo

[modifica] Progetti che adottano licenze Creative Commons

Diversi milioni di pagine e di contenuti sulla Rete adottano le licenze Creative Commons. Alcuni dei progetti più conosciuti licenziati sotto CC includono:

[modifica] In Italia

Dal 2001 in Italia le licenze Creative Commons sono state utilizzate in molti contesti:

  • Camera dei deputati, pubblica i dati con licenza Creative Commons BY-SA[5].
  • Pubblica amministrazione, pubblica parte della documentazione con licenza Creative Commons BY-NC[6].
  • Istituto nazionale di statistica, pubblica con licenza Creative Commons BY[7].
  • il Fatto Quotidiano, pubblica tutti gli articoli originali con licenza Creative Commons BY-NC-ND[8].
  • Internazionale, pubblica tutti gli articoli originali con una licenza Creative Commons BY-NC-SA[9].
  • Wired, pubblica con licenza Creative Commons BY-NC-ND[10].
  • La Stampa, pubblica l'archivio storico e gli inserti culturali TuttoScienze e TuttoLibri con licenza Creative Commons BY-NC-ND[11].
  • Stampa Alternativa, nella sezione Libera Cultura Libera Conoscenza vengono riproposti diversi titoli con licenza Creative Commons BY-NC-ND[12].
  • Punto Informatico pubblica con licenza Creative Commons BY-NC-SA[13].
  • Arcoiris televisione accessibile gratuitamente da Internet, pubblica video con licenze CC.
  • La Tana dei Goblin, i contenuti del sito della fondazione che raggruppa associazioni ludiche sono pubblicati con una licenza Creative Commons BY-NC-SA.
  • Subcava Sonora, prima etichetta discografica ed agenzia italiana di management musicale No S.I.A.E. per lo sviluppo della musica, ha pubblicato tre produzioni discografiche (Sula Ventrebianco, Borderline, Nouer) e due video musicali ("Cosa?" dei Sula Ventrebianco, regia Felice V. Bagnato, e "Strofa e Ritornello" dei Borderline, regia Marcello Saurino ed Enrico Barile) con licenze in Creative Commons 2.5 BY-NC-ND.
  • Lega Nerd, primo Social Blog italiano, creato completamente in crowdsourcing, pubblica tutti i suoi articoli con licenze in Creative Commons 2.5 BY-NC-ND.

[modifica] Note

  1. ^ Founder's Copyright. URL consultato il 12-10-2007.
  2. ^ Press releases (2002 December). URL consultato il 12-10-2007.
  3. ^ Chi siamo | CreativeCommons.it
  4. ^ Arduino: Hardware, dal sito ufficiale
  5. ^ Il progetto
  6. ^ Note legali
  7. ^ Note legali
  8. ^ Termini e condizioni d'utilizzo
  9. ^ Chi siamo
  10. ^ Il Web è morto e il copyright non si sente tanto bene
  11. ^ Normative
  12. ^ Libera Cultura Libera Conoscenza
  13. ^ Informazioni su PI

[modifica] Bibliografia di approfondimento

[modifica] Filmografia di approfondimento

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Generici e informativi

[modifica] Strumenti per cercare materiale con licenze CC

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