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Antonio Russo

modify Updated 08-04-2012, 00:30
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Antonio Russo (Francavilla al Mare, 3 giugno 1960Tbilisi, 16 ottobre 2000) è stato un giornalista italiano, ucciso in circostanze misteriose nei pressi della città georgiana di Tiblisi.

[modifica] Biografia

Antonio Russo era un free-lance, abituato a vivere in prima persona gli eventi più scottanti. Non aveva voluto iscriversi all'Ordine dei giornalisti e aveva rifiutato offerte di testate blasonate, poiché così si sentiva libero di raccontare senza veti le realtà della guerra e – diceva – le atrocità che le popolazioni civili erano costrette a subire.[senza fonte]

Russo è stato per molti anni free lance e reporter internazionale di Radio Radicale. Tra le sue corrispondenze più note quelle dall'Algeria, durante gli anni sanguinosi della repressione, dal Burundi e dal Ruanda, che hanno documentato la guerra nella regione dei grandi laghi, e poi dall'Ucraina, dalla Colombia e da Saraievo.

Russo fu inoltre inviato di Radio Radicale in Cossovo, dove rimase – unico giornalista occidentale presente nella regione durante i bombardamenti NATO[senza fonte] – fino al 31 marzo 1999 per documentare la pulizia etnica contro gli albanesi cossovari. Nel corso di quelle settimane collaborò anche con altri media italiani e con agenzie internazionali.

In quell'occasione fu anche protagonista di una rocambolesca fuga dai rastrellamenti serbi, unendosi ad un convoglio di rifugiati kosovari diretto in treno verso la Macedonia. Il convoglio si fermò durante il percorso e Antonio Russo raggiunse Skopje a piedi. Di lui non si ebbero notizie per due giornate intere, in cui lo si diede già per disperso.[senza fonte]

Antonio Russo è deceduto nella notte tra il 15 e il 16 ottobre 2000 in Georgia, dove si trovava in qualità di inviato di Radio Radicale per documentare la guerra in Cecenia. Il suo corpo fu ritrovato ai bordi di una stradina di campagna a 25 km da Tbilisi, torturato e livido, con tecniche riconducibili a reparti specializzati militari. Anche se a differenza di quanto inizialmente ipotizzato,si dice che il corpo di Antonio Russo non fu trovato nella strada che portava da Tbilisi verso la gola di Pankisi, bensì sulla strada che dalla capitale georgiana porta al confine con l’Armenia. L’elemento - emerso dal referto medico georgiano - è particolarmente significativo poiché su questa strada c'è la base russa di Vasiani. Il materiale che aveva con sé - videocassette, articoli, appunti - non fu ritrovato, anche il suo alloggio fu ritrovato svaligiato da appunti e video (pur senza toccare oggetti di valore).[senza fonte]

Le circostanze della morte non sono mai state chiarite, ma molti[chi?] hanno avanzato pesanti accuse al governo di Vladimir Putin a Mosca: Antonio Russo aveva infatti cominciato a trasmettere in Italia notizie scottanti circa la guerra, e aveva parlato alla madre, solo due giorni prima della morte, di una videocassetta scioccante contenente torture e violenze dei reparti speciali russi ai danni della popolazione cecena[senza fonte]. Secondo i suoi amici[[[Aiuto:Chiarezza|chi?Francesco Bearzi]]], Russo aveva raccolto prove dell'utilizzo di armi non convenzionali contro bambini ceceni [1]. Nel maggio 2009, Daniele Biacchessi scrive la storia di Antonio Russo nel suo libro Passione reporter.

[modifica] Note

  1. ^ Articolo tratto dal quotidiano inglese "Tbe Observer" e riprodotto sul sito RadicalParty.org

[modifica] Collegamenti esterni

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