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Ahimsa

modify Updated 01-09-2011, 09:47
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Simbolo di ahimsa

Ahimsa (अहिंसा, ahiṃsā) è un termine sanscrito generalmente tradotto con non violenza (composto da a non, himsa, forma desiderativa del verbo "han" "uccidere, nuocere". "ahimsa" indica molto di più dell'assenza di violenza).

È un importante precetto dell'Induismo, del Giainismo e del Buddhismo, citato negli antichi testi della Upanishad già nel IX secolo a.C.[1] Il concetto fu poi elaborato e sviluppato nei secoli, in testi come la Bhagavad Gita, i Purana e la letteratura buddista.

Originalmente inteso come "assenza del desiderio di uccidere", ferire o danneggiare in alcun modo qualunque essere vivente[2] (infatti, per Gandhi, chi pratica l'ahimsa deve essere vegetariano),[3] l'accezione moderna più comune è quella di una serie di valori positivi, quali compassione, amicizia, gentilezza, che uniformano e ispirano la convivenza civile.

Il concetto di ahimsa è stato introdotto in Occidente dal padre dell'India moderna, il Mahatma Gandhi. Ispirati alle sue azioni, sono nati anche movimenti politici non-violenti di tipo occidentale non strettamente legati alle religioni orientali o al rispetto assoluto per tutte le forme di vita.

[modifica] Note

  1. ^ (EN) ivu.org: Hinduism and Vegetarianism di Paul Turner (2000). URL consultato il 19 maggio 2008.
  2. ^ M. Biardeau, op. cit., pag. 50
  3. ^ Cfr. M. K. Gandhi, La mia vita per la libertà, traduzione di B. V. Franco, Luigi Riverdito Editore, 1995.

[modifica] Bibliografia

  • Giuseppe Spera, Notes on Ahimsa, Torino, Jollygrafica, 1982.
  • Madeleine Biardeau, L'Induismo, Arnoldo Mondadori, 1981

[modifica] Voci correlate