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Cristofobia

alessia birri
alessia birri
20/02/2011 - 14:14

Articolo interessantissimo scritto dal mio amico e collaboratore EMANUELE MARIAN, sulla retorica e la tattica di sopravvivenza della teocrazia vaticana nel mondo.

Introduzione

Di recente, l’Osservatorio sulla intolleranza e sulla discriminazione dei Cristiani in Europa ha presentato a Vienna un Rapporto in cui registra fatti e personaggi relativi al recente e crescente fenomeno di intolleranza e discriminazione contro i Cristiani in Europa negli ultimi cinque anni. Secondo l’Osservatorio, questi atti sarebbero “risultato di un’opposizione ai tratti caratteristici del credo Critiano o delle posizioni morali che ne fanno parte in maniera intrinseca”, cioè la critica e il dissenso verso le opinioni delle confessioni cristiane, sarebbe di per sé una violenza contro i Cristiani.
Lo scenario delineato dal Rapporto è avvilente: un giudice cristiano è stato punito con diciotto anni di sospensione per non aver concesso il ruolo di cogenitore alla partner della madre di una bambina (UK); la Corte Suprema ha respinto l’appello di una ufficiale di stato civile cristiana che si era rifiutata di registrare un’unione civile tra gay (UK); le case di riposo cristiane perdono i finanziamenti pubblici se discriminano gli anziani per orientamento sessuale (UK); Monsignor Leonards, capo della Chiesa Cattolica Belga, ha affrontato l’accusa di omofobia per aver affermato che “l’AIDS è la punizione divina per i gay”, non prima di aver chiesto misericordia per i preti pedofili anziani (Belgio); il Papa, a causa di proteste degli studenti, ha annullato la propria visita all’Università “La Sapienza” (Italia); la Corte dei Diritti umani ha considerato una violazione al diritto di esprimere le proprie opinioni il mancato rinnovamento del contratto del Professor Luigi Lombardi Valladri, avendo affermato che il Vangelo è “il più spaventoso messaggio mai fatto conoscere all’umanità” (Italia); degli attivisti per i diritti dei gay hanno messo in atto un provocatorio bacio collettivo davanti alla cattadrale di Notre Dame, a Parigi (Francia); una nuova Carta per l’Eguaglianza costringerà le Chiese a non discriminare nelle assunzioni gay praticanti transessuali (UK); il governo austriaco ha emesso delle direttive sull’educazione sessuale nella scuola pubblica che non permettono di fatto l’insegnamento dei valori cristiani relativi alla sessualità (Austria); una madre è stata condannata a otto giorni di prigione per essersi rifiutata di mandare la figlia di nove anni a scuola, una protesta contro il corso di educazione sessuale (Germania); contestato i contenuti del corso di educazione sessuale; l’Università di Monaco dedicata a Ludovico Massimiliano, ha sospeso il corso di “Etica amministrativa su fondamenti cristiani”, avendo poco o nulla a che vedere con il curriculum (Germania); i secolaristi europei hanno affermato in un incontro sull’abuso dei minori che la Chiesa Cattolica Romana si è comportata come la Mafia nel nascondere i casi di pedofilia al proprio interno (Europa); secondo l’Organizzazione non governativa IPPF, favorevole all’aborto e alla contraccezione, i Cattolici sono indistinguibili dagl’Islamici per fondamentalismo (Internazionale); slogan anticristiani come “Dio non esiste” e “Se Maria avesse abortito ci saremmo risparmiati la tua esistenza”, sono stati lanciati in una manifestazione a Vienna (Austria); in un programma televisivo ungherese è stato affermato “la vita di un bambino è distrutta da due cose: dalla Cristianità e dalla pornografia” (Ungheria); un pittore ha esibito una Madonna con Hitler bambino (Italia); è stata esposta una scultura che rappresenta Cristo con un missile (Spagna); venti croci sono state rimosse dai muri di un’ospedale di Bad Soden in presenza dei pazienti, per essere poi gettate nella spazzatura (Germania); due porte di vetro sono state distrutte ed è stato acceso un fuoco sotto il tabernacolo di una chiesa viennese (Austria); un uomo non identificato ha aggredito quattro monaci francescani a Torino (Italia); a una cappella protestante è stato appiccato fuoco durante la notte, ad Amburgo (Germania).
Il Rapporto intero è reperibile all’indirizzo www.intoleranceagaistchristians.eu e occupa, tra approfondimenti e spiegazioni, molto meno delle quaranta pagine promesse. In realtà, molti degli atti “persecutorî” sono ripetuti in diverse sezioni del documento e la maggioranza di quelli più gravi si sono verificati al di fuori dell’Unione Europea (Turchia in primis); inoltre, molti reati non sono vere prove di un odio religioso, ma si configurano come generici atti vandalici. Quasi tutte le accuse d’intolleranza e discriminazione verso i Cristiani sono motivo di confusione per il lettore attento: per quale motivo sarebbe discriminatorio punire un Cristiano per aver contravvenuto alle norme sulle adozioni agli omosessuali? Perché un Cristiano dovrebbe avere l’opportunità di diffamare e discriminare delle persone senza pagarne le conseguenze? A quali norme contravviene un cittadino che esprime critica e dissenso nei confronti degl’insegnamenti cristiani? Come mai è considerata una violenza rimuovere le croci dagli spazî pubblici, ma non discriminare la presenza di altri simboli confessionali? Il vero intento di questo rapporto è affermare il preteso diritto dei Cristiani a discriminare e a non tollerare chi cristiano non è, magari arrivando a imporre in Europa una forma di diritto fondata sulla persecuzione dei peccatori. Di questo passo sarà considerato intollerante e discriminatorio nei confronti dei Cristiani non sottostare ai precetti del Vangelo e, chissà, la pena potrebbe essere la morte, magari dopo tortura, metodo che la Cristianità ha già praticato con grande profitto, tra IV° e XIX° secolo.

La situazione all’estero

La WEA, l’Alleanza Evangelica Mondiale, indica la Cina e l’India come due paesi nei quali la persecuzione delle minoranze cristiane è “dilagante” e “forte”. Certo, i partiti della destra xenofoba europea non sono contenti delle “invasioni” da parte di persone “colorate” in Occidente, ma perdono ogni convinzione nazionalista quando si tratta di Cristiani che si traferiscono in Oriente con il fine esplicito di convertire gl’indigeni. L’impressione è che ci sia una radicata tendenza razzista nei responsabili del “Popolo di Dio” per considerare nocivi gli altrui usi e costumi; a questa presunta inferiorità naturale dei credenti in errore, o dei non credenti, corrispone una pretesa capacità civilizzatrice di questi portentosi detentori della Via, della Verità e della Vita (e chi è contro di loro è perciò un deviato, un menzognero e un servitore della Morte).
La Cina è stata un Impero vastissimo, ma chiuso in sé stesso: non aveva bisogno di religioni istituzionalizzate, il Confucianesimo è sempre stata una forma di “etichetta” che ha permesso di mantenere una certa unità interna e i culti degli stranieri furono accettati senza particolari problemi. Le prime diffidenze nacquero con l’incontro tra i Nestoriani già presenti e i Francescani, arrivati nel corso del XIII° secolo: le dispute interne al Cristianesimo stesso ricorprirono di ridicolo entrambe le correnti, cosa che ne indebolì l’autorevolezza. Nel XVII° secolo i missionari di Matteo Ricci furono accolti a Pechino, ma dopo che alcuni di loro ebbero introdotti costumi cinesi nella liturgia e avendo ricevuta perciò una reprimenda dal Papa, le autorità imperiali non riuscirono più a ignorare la tendenza cristiana a considerare la propria dottrina superiore a qualunque altra. Questo comportò un ulteriore irrigidimento, che divenne ostilità tra il XVIII° e il XIX° secolo, allorché i mercanti inglesi, cristiani, cominciaro a introdurre grandi quantità d’oppio nel mercato cinese per smerciare la sovrapproduzione indiana, costringendo la dinastia Quing a proibire una merce non più limitata agli usi medici.
I Cristiani d’oggi dimenticano che molti missionarî, come Karl Friederich August Gutz e Robert Morrison, furono impegnati in attività di contrabbando al fianco di quella stessa East India Company che premeva per aprire il mercato cinese. I “Trattati iniqui”, stipulati dopo la sconfitta dell’Impero Cinese nelle due guerre volte a bloccare il commercio clandestino (e quindi la penetrazione di predicatori e di prodotti occidentali nella maggiore nazione asiatica), consentirono ai Cattolici e ai Protestanti d’incamerare le proprietà di molti civili cinesi, per costruire chiese e altre strutture d’assistenza, pagate attraverso un’aumento delle imposte fino a tredici volte quelle che i locali erano abituati a versare. Con gli stessi soldi sottratti alla popolazione, venivano pagati i programmi di evangelizzazione e indottrinamento. I trattati favorirono inoltre i prodotti occidentali, penalizzando quelli cinesi, che distrussero l’economia nazionale e portarono una crisi generalizzata che sfociò nella ribellione dei Boxer e poi all’instaurazione di un regime comunista: il popolo non riusciva più a sopportare una miseria prolungata da accordi ineguali e così si ribellò in maniera radicale; il Vaticano reagì istigando i conversi a ribellarsi, invece che cercare di risolvere il problema attraverso una critica severa del proprio operato nei secoli precedenti.
Altro caso è quello dell’India, un paese complesso e da sempre aperto alle più svariate influenze, elogiato addirittura da Israele per essere stato l’unica nazione al mondo a non aver perseguitati gli Ebrei. Le scaramucce tra Indù e Cristiani o Maomettani non mancano, anche se quelle con i seguaci del Profeta non ottengono la stessa attenzione nei media dei paesi cristiani; l’informazione non è equilibrata e ci si scorda del fatto che, in India, chi aggredisce i missionarî è a rischio di pene capitali, mezzi estremi che il Catechismo della Chiesa Cattolica non ha mai rifiutato.
Il problema per gl’Indù è che i missionarî cristiani fanno leva sulla povertà di una gran parte della popolazione (già vittima del precedente sfruttamento britannico) per ottenere finanziamenti privati e pubblici che sono investiti nella conversione degl’indigenti, non certo nella lotta contro la miseria: i gruppi di soccorso locali sono affossati per favorire quelli di matrice confessionale-occidentale. A Mumbay ci sono ghetti nei quali sono ammessi solo i seguaci di Gesù e molti ospedali cristiani, costruiti con i soldi inviati da gente ignara, in molti casi ammettono solo i convertiti o persone disposte a pagare un conto salatissimo. Già Papa Wojtyla aveva invitato i convertiti a continuare la propria missione apostolica, avendo il Sinodo espresso la convinzione che l’Asia debba trovare riposo nel Signore risorto. Per uno scopo simile, è in atto un’azione separatista finanziata dalla Southern Baptist Church per creare uno stato cristiano indipendente, arrivando ad appoggiare il National Liberation Front of Tripura, che raccoglie fondi attraverso attività che vanno dalla pornografia allo stragismo, al fine d’istituire una nazione confessionale. Gli occidentali si sono convinti di finanziare attività umanitarie, quando invece stanno sostenendo un’agenda di proselitismo serrato che fa leva sui bisogni dei poveri per arrivare a conversioni forzate: assieme alle medicine viene somministrato il battesimo e si rifiutano gli alimenti a chi si oppone a questo sistema. Qualche chiesa viene data alle fiamme, ma i più non ricordano, o non sanno, i casi di violenza perpetrati dai Cristiani: il nove ottobre Duemila, un gruppo di credenti in Cristo denudò un minorenne e lo bastonò nella scuola locale “perché non ha voluto accettare Gesù come suo salvatore”, fatto che sfociò in contrasti con gl’Indù della zona; dopo un mese esatto la polizia dovette arrestare David Berry, incriminato di rapporti sessuali con undici minorenni adescati in un tempio di Puri con la complicità di Bijoy Behera, inse-gnante appena convertitosi; il 4 dicembre alcuni Cristiani vandalizzarono delle edicole sacre, stuprarono due devote e aggredirono altre due persone venute a venerare i proprî dèi; il missionario Joseph Cooper fu espulso undici anni dopo essere stato colto in flagrante nella violenza a una dodicenne indù, mentre un casa simile accadde al suo collega Sam Benson, assistito dalla consorte.
Non è semplice riassumere tutti i movimenti terroristici cristiani in poche righe, qui si è accennato al National Liberation Front of Tripura, che ha convertito con la forza persone innocenti ed è stato accusato di violenze sessuali verso le prigioniere, documentate per immettere materiale pornografico nel mercato, al fine di finanziare le attività terroristiche, nonostante il cospicuo sostegno economico fornito dalla Chiesa Battista di Noapara Baptist, il cui segretario è finito in carcere proprio a causa di queste attività. Il Nationalist Socialist Council of Nagaland, propone la nascita di uno Stato Cristiano-Socialista nel nord-est dell’India, soprattutto nell’area di Manipur: fino al 1971 ha ricevuto supporti materiali dagli Stati Uniti e negli anni ’80 dalla Cina, ma riesce a raccogliere fondi dall’attività di spaccio. Nell’Occidente sono presenti gruppi non interessati alla creazione di nuovi stati confessionali, ma a riportare nazioni già esistenti sotto l’egida di Cristo: l’Iron Guard ha tracciata una scia di sangue tra atei, comunisti, Ebrei, gay, massoni e ha partecipato attivamente all’Olocausto, riducendosi poi di numero nel periodo post-comunista; la Russian National Unity è esplosa negli anni ’90 fino a raggiungere le 100 mila unità, raccolte contro qualsiasi minoranza; in Uganda la Lord’s Resistance Army è attiva dagli anni ’80 con duemila soldati, ma ha forzato oltre 10 mila minorenni a unirsi alla sua lotta armata, in Sudan, Repubblica Centro-africana e Congo, oltre al paese d’origine, con varie violazioni dei diritti umani, omicidio, rapimento, mutilazioni, schiavismo per fini sessuali e così via; in America è ancora attivo il Ku Klux Klan, alleato al Partito Nazista Americano, con un’interminabile scia di assassinî, attentati dinamitardi, impiccagioni, massacri in favore della “razza bianca”. Ecco un collegamento utile: http://en.wikipedia.org/wiki/Christian_terrorism.

EMANUELE MARIAN

 

 

 

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