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Azione non violenta per la legalità costituzionale. Le email inviate all'attenzione dei Giudici della Corte Costituzionale.

Claudio Giuseppe Scaldaferri
Claudio Giuseppe ...
18/03/2009 - 12:54

Di seguito le due email inviate all'attenzione dei Giudici della Corte Costituzionale.

Lauria, 16 Marzo 2009
 
All’attenzione dei Giudici della Corte Costituzionale.
 
Oggetto: azione non violenta per la legalità costituzionale.
 
Mi chiamo Claudio Giuseppe Scaldaferri. Sono un militante del Partito Radicale, iscritto per il secondo anno all’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica.
 
La presente per informare che l’azione non violenta in corso è un sostegno alla funzione di Giudici della Corte Costituzionale da voi ricoperta.
 
Sostegno che ritengo opportuno e adeguato alla fase di degrado politico e di emergenza democratica nella quale la società italiana e di conseguenza gli organi istituzionali della Repubblica si trovano.
 
Sostegno già annunciato nell’assemblea interregionale di Radicali Italiani riguardante la Campania, il Molise, la Basilicata, la Puglia e la Calabria tenutasi a Napoli il 31 gennaio 2009
 
 
e ribadito nel VII° Congresso Italiano del Partito Radicale Non Violento, Transnazionale e Transpartito tenutosi a Chianciano il 27 - 28 - febbraio - 01 Marzo 2009
 
 
Sostegno che accompagnerà la funzione da voi ricoperta fino a pronunciamento definitivo (ammissibilità e successiva sentenza), sul ricorso presentato in data 18 Febbraio 2009 dal Senatore Riccardo Villari, in qualità di Presidente della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, assistito dall’avvocato Antonio Baldassarre, nel conflitto di attribuzione contro le decisioni dei Presidenti della Camera e del Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani, sulla rimozione del Presidente della Commissione e sullo scioglimento di tale organo, ricorso deliberato dalla Commissione in data 23 gennaio 2009.
 
Sia il dettaglio dell’azione non violenta molto lunga condotta lo scorso anno e del quale riporto le specifiche come detto, sia le analisi complete di sangue e urine fatte presso il Presidio Ospedaliero Beato Domenico Lentini di Lauria (Pz), ambito territoriale ex asl 3 di Lagonegro - 85100 Potenza, attuale Azienda Sanitaria Locale di Potenza, e che continuerò a fare, hanno attestato l’ottimo stato di salute che posseggo.
Le analisi del 22 gennaio 2009, al quarto giorno di sciopero della sete, attestavano solo 3 valori fuori dal range, glicemia 52 (70 - 115), azotemia 51 (17 - 50), magnesiemia 2,2 (1,4 - 2,1); mentre quelle del 26 febbraio 2009, al nono giorno di sciopero della fame, attestavano solo un valore fuori dal range, glicemia 66 (70 - 115), comunque in netto miglioramento rispetto al valore 52 del 22 gennaio 2009.
 
Questo per informare che il tutto si svolge nella piena sicurezza, che primariamente è assicurata dall’ottimo stato di salute che ho sempre posseduto e che posseggo (e che è in linea con l’assenza di malattie nella mia famiglia), e secondariamente dai risultati dei controlli eseguiti ai quali mi continuerò a sottoporre.
 
L’attendibilità di quanto riportato, non avendo la disponibilità economica per l’utilizzo di una firma elettronica digitale, è riscontrabile dai link ai miei interventi e ai miei documenti pubblici segnalati.
 
L'email diretta all'indirizzo sul sito specificato non è stato in nessun modo possibile inviarla per insufficiente spazio sul server.
Alla presente inoltrerò anche il dettaglio delle azioni non violente da me svolte nell'ultimo anno.
 
Distinti saluti.
 
Claudio Giuseppe Scaldaferri
 
 
Lunedì, 16 Marzo 2009
 
Oggetto: dettaglio delle azioni non violente alle quali nell’ultimo anno ho preso parte come militante del Partito Radicale.
 
124 giorni di sciopero della fame, dal 26 Aprile 2008 al 28 Agosto 2008, come pubblicizzato sul sito di AlmCalabria
 
 
che richiama l’articolo completo presente sul mio mio blog di Fai notizia, sito di giornalismo partecipativo di Radio Radicale
 
 
sui seguenti quattro obiettivi:
 
- l’aggiornamento del nomenclatore tariffario, cioè l’elenco delle strumentazioni rimborsabili che consentono di recuperare facoltà perdute, in particolare quella di parola e comunicazione.
Aggiornamento presente nel D.P.C.M. sui L.e.a. (Livelli essenziali di assistenza) del 23 Aprile 2008, che non ha ottenuto il visto della Ragioneria dello Stato, con conseguente rilievo della Corte dei Conti n° 85 del 24 giugno 2008;
 
- l’adozione delle norme che obbligano le aziende ospedaliere a dotarsi di unità di gestione del rischio clinico e di servizi di ingegneria clinica per tutelare la sicurezza degli impianti e limitare gli errori clinici;
 
- l’aggiornamento delle linee guida della legge sulla fecondazione assistita, scadute il 4 agosto 2007, con particolare riferimento ai diritti dei portatori di malattie genetiche.
L’aggiornamento è avvenuto con decreto del Ministro Livia Turco che in data 11 aprile 2008 ha emanato le nuove linee guida, che prevedono: la possibilità di ricorrere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) viene estesa anche alla coppia in cui l’uomo sia portatore di malattie virali sessualmente trasmissibili, e in particolare del virus HIV e di quelli delle epatiti B e C, riconoscendo che tali condizioni siano assimilabili ai casi di infertilità per i quali è concesso il ricorso alla PMA; l’indicazione che ogni centro per la PMA debba assicurare la presenza di un adeguato sostegno psicologico alla coppia, predisponendo la possibilità di una consulenza da parte di uno psicologo adeguatamente formato nel settore; l’eliminazione dei commi delle precedenti linee guida che limitavano la possibilità di indagine a quella di tipo osservazionale e ciò a seguito delle recenti sentenze di diversi tribunali e in particolare di quella del Tar del Lazio dell’ottobre 2007. Questa sentenza come è noto ha annullato le linee guida precedenti proprio in questa parte, ritenendo tale limite non coerente con quanto disposto dalla legge 40;
 
- l’emanazione del decreto attuativo della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla biomedicina, ratificata dall’Italia nel 2001.
 
Ho partecipato insieme agli altri 268 militanti e dirigenti radicali alla azione non violenta per la Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, scegliendo la forma dello sciopero della sete, iniziato alla mezzanotte del 18 gennaio e concluso dopo 6 giorni e mezzo, nel primo pomeriggio del 25 gennaio; sciopero proseguito con quello della fame, terminato il 4 febbraio, dopo ben complessivi 17 giorni (9 giorni di sciopero della sete - ai 6 giorni e mezzo vi è da aggiungere altri due giorni, il 3 e il 4 febbraio - e 8 giorni di fame), a seguito della assicurazione dell’immediato approntamento dei ricorsi giudiziari così come annunciato sul sito Radicali.it nel comunicato del 4 febbraio dell’onorevole Marco Beltrandi
 
 
Quindi ho ripreso alla mezzanotte del 17 febbraio lo sciopero della fame attualmente in corso.
 
Claudio Giuseppe Scaldaferri
 

3 commenti

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Guarda,

ti rispetto molto per la coerenza, ma mi pare una follia.

10, 15, 20 anni fa...

Bhè a 43 anni... di follie Radicali avrei voluto cominciare a farne 10, 15, 20 anni fa.
Chissà oggi come sarebbe anche questa...

Claudio Giuseppe Scaldaferri