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Erdogan, la Turchia e l'Europa.

Lapo
Lapo
24/07/2007 - 17:03

Mi trovo da oltre un mese per lavoro in Turchia dove sto facendo dei corsi a tecnici e controllori di volo dei principali aereoporti del paese.
La Turchia di oggi (finora sono stato ad Ankara, Antalya, Izmir e Istanbul) è un paese moderno e ricco, anche se con sacche di povertà, particolarmente visibili nei centri storici (la cittadella di Ankara o il Castello di Izmir costruito da Alessandro Magno).
E' un paese dove si trovano ogni passo una banca, uno o più negozi di telefonia mobile, uno o più negozi di elettrodomestici o di tecnologici.

Dove i grandi e moderni centri commerciali convivono con gli antichi e tradizionali bazar. Dove si trovano più alberghi sopra le 4 stelle che moschee.
Un paese che cresce a vista d'occhio. dove si costruiscono quartieri moderni e infrastrutture (le strade sono già di livello europeo, niente a che fare con i colabrodi della Romania). Dove l'inflazione è stabilizzata e la moneta abbastanza solida.
Dove il debito pubblico serve a investire nella modernizazzione e non a mantenere un apparato di politici papponi e dei loro clienti scrocconi come da noi.

Un paese con tre partiti in Parlamento, grazie allo sbarramento elettorale più alto d'Europa: il 10%, con una quindicina di partiti che si sono presentati alle ultime elezioni.
Questa è la Turchia 2007: un paese europeo, che non ha, contrariamente a molti paesi europei, la sindrome degli sconfitti e quindi fa affari con l'Europa, l'Occidente e il medio-oriente anche se quasi nessuno parla una sola parola di inglese e dove le canzoni nelle Radio o TV musicali sono tutte in lingua turca.

Certo l'istruzione ancora non è di livello occidentale, ma sta progredendo...
Questo, lo dicono tutti qui, è il risultato di 4 o 5 anni di Governo Erdogan il piu Europeista e liberale della Turchia degli ultimi anni. Seppure di ispirazione islamica il partito fondato dall'ex Sindaco di Istanbul sembra più vicino alla CDU tedesca che alla nostra UDC o alla stessa Forza Italia.
Un Governo che ha preso un paese economicamente sull'orlo del baratro e lo ha fatto risorgere.
E' Erdogan che ha voluto la moratoria della pena di morte e che potrebbe dopo questa vittoria schiacciante (48% contro il 18% dei Social Democratici e il 13% degli ultra-nazionalisti) decidere di abolirla. E' lui che ha voluto in una notte abbattere il 'muro' di Cipro (anche se molto rimane da fare) ed è sempre lui che si è impegnato per il riconoscimento di alcuni diritti civili ai Curdi o per combattere contro il fenomeno della tortura nelle carceri.

Per non parlare dell'ondata di privatizzazioni e liberalizazzioni degli ultimi anni.
Ma la Turchia è anche un paese dove l'Esercito è spesso entrato a gamba tesa e mitra in mano negli affari della politica, come e peggio della nostra Chiesa. Basti ricordare i sistematici colpi di Stato messi in atto fino a pochissimi anni fa. Basti ricordare che negli anni 50 il Primo Ministro Socialista venne destituito, imprigionato e condannato a morte. Ed è a questo establishment militare, che aveva già minacciato di intervenire se riteneva che la costituzione fosse minacciata, che i turchi domenica scorsa hanno voluto dare uno schiaffo in faccia.

Avrà l'esercito il coraggio di mettersi contro la metà della popolazione turca? Qui tutti scommettono di no...
E se qualcuno, magari dalle parti di Parigi, ritenesse che questo paese non può entrare in Europa, parafrasando Kennedy, che venga in Turchia!!!