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Intervista a Gordiano Lupi su News Italia Press

Espantapajaro
Espantapajaro
19/03/2007 - 10:50

"Minà racconta la Cuba del potere non quella del popolo"

Piombino - "Almeno il pane, Fidel", ovvero il 'leader massimo' visto da un italiano che non è esattamente Minà, anzi, è il suo 'contraltare', se è vero che in Italia Cuba è raccontata da Minà. Nella vita fa l'assicuratore, il resto del suo tempo lo trascorre a scrivere, di politica e non solo, e Cuba è la sua passione, la studia da anni da ogni angolatura. E' Gordiano Lupi, Direttore Editoriale delle Edizioni Il Foglio, uno dei protagonisti della così detta stampa alternativa.

"Fidel Castro è un dittatore e Cuba è uno Stato di polizia dal quale la gente scappa alla ricerca della libertà. Ho una moglie cubana e un figlio e una figlia italo-cubani. Tra me e Cuba c'è un rapporto di amore e di scambio culturale dal 1998 a oggi. Mi sono interessato di musica, letteratura, santeria, problemi sociali. Leggo quasi esclusivamente autori cubani e mi sento molto vicino alle sorti di quella terra perchè Cuba mi ha dato molto in un periodo difficile della mia vita. Sto tentando di rendere il favore, ma non credo che ce la farò. Il mio libro e i precedenti articoli sono costati a mia moglie il divieto di rientrare a Cuba e l'obbligo a rimanere all'estero 'illegale' come controrivoluzionaria" dice. "Almeno il pane, Fidel" è il suo ultimo sforzo, il libro che tanto è costato a sua moglie, da Francesca Mazzucato è stato definito "un piccolo gioiello. Un saggio letterario, un diario di viaggio che scava, una telecamera che inquadra... ", la sinistra italiana lo ha completamente ignorato.

Cosa racconta lei di Cuba che non ha raccontato Minà? Raccontiamo le stesse cose da un angolo di osservazione diverso. Io racconto la Cuba della povera gente, degli albergues, della libreta, quella delle persone che devono inventare per sopravvivere e che non hanno voce in capitolo. Minà racconta la Cuba del potere di Fidel Castro e la presenta come se fosse vicina ai sentimenti del popolo. C'è chi dice che io sto dalla parte dei potenti e questa accusa mi fa sorridere. Chi sono i potenti a Cuba? Io sto dalla parte del popolo e degli oppressi. I libri di Minà escono per Mondadori e ricevono propaganda televisiva. Io esco per Stampa Alternativa e resto nell'underground, nella controcultura. Chi sono i potenti in questa storia?

Perchè un libro sui mali di Cuba in un Paese dove la sinistra da sempre vede in Cuba l'ultimo baluardo del comunismo romantico e per tanto inattaccabile e la destra la sa già capitale di tutti i mali? Il mio non è un libro sui mali di Cuba. E' semplicemente un libro sulla vita quotidiana a Cuba. Parlo della santeria, delle jineteras, del turismo, degli ospedali fatiscenti, delle abitazioni che crollano, della lotta per sopravvivere che deve fare il popolo. Non ho scritto un libro contro nessuno, ma ho cercato di dipingere il vero volto di Cuba. Probabilmente Cuba non è nè l'ultimo baluardo del comunismo romantico, nè la capitale di tutti i mali. Tra i due estremi c'è una via di mezzo. Ho cercato di presentare Cuba dalla parte dei cubani.

La sinistra italiana .... La sinistra moderata lo ha ignorato e così tutta la stampa collegata alla sinistra di governo. La sinistra radicale vicina alle posizioni dei comunisti italiani lo ha attaccato come un libro eretico. I castristi (in Italia ce ne sono molti) mi hanno fatto oggetto di un linciaggio morale a base di lettere anonime e offese personali pesanti, ai limiti della querela. L'atteggiamento più praticato da sinistra è stato quello di non citare il libro, di non parlarne nel modo più assoluto. In Italia per raccontare Cuba si fa parlare Gianni Minà, un ottimo giornalista e un personaggio televisivo interessante, ma le sue idee non sono quelle del popolo cubano, sono quelle di chi li governa. Mia moglie è cittadina italiana e il governo cubano le ha tolto la possibilità di tornare a Cuba a vedere sua madre e i parenti. Ho cercato di interessare il governo italiano, ma non ho avuto risposta da nessuno. Neppure la stampa si è interessata del problema.

Ritiene corretta la politica americana riguardo Cuba? No, la politica statunitense non è corretta perchè l'embargo fa il gioco del potere che opprime i cubani. L'embargo fa leva sui sentimenti nazionalistici (ma nessuno più ci crede) e serve a incolpare il nemico di una situazione economica precaria della quale è responsabile un governo che non si cura degli interessi del popolo.

E quella italiana? La politica italiana su Cuba segue quella della Comunità Europea. L'Italia commercia regolarmente con Cuba e tra i due governi esistono buone relazioni diplomatiche.

Cosa sucederà, a suo avviso, alla morte di Fidel? Non credo che accadranno grandi cambiamenti. Governerà il partito comunista e ci sarà ancora più burocrazia. Raul Castro prenderà il posto del fratello, ma il potere verrà spalmato sui membri più potenti della nomenklatura cubana (Alarcon, Perez Roque...).

E' in grado di spiegare perchè, come, Cuba resiste? Il regime cubano ha resistito per anni grazie all'URSS che comprava canna da zucchero a prezzi fuori mercato e inviava sovvenzioni. Alla caduta del muro di Berlino, gli introiti provenienti dal turismo hanno preso il posto della canna da zucchero. L'economia del governo non va male, perchè il turismo garantisce entrate sostanziose, solo che non producono benefici sulla popolazione. Il denaro che entra non viene impiegato per migliorare le condizioni di vita del popolo, ma solo per costruire nuovi alberghi e villaggi vacanze.

Oggi chi sostiene nascostamente Cuba? Il regime cubano si sostiene da solo grazie alle entrate del turismo, ma è inutile negare che l'alleanza con Chavez e il Venezuela è stata una vittoria strategica importante per Fidel Castro. Cuba invia medici e insegnanti in Venezuela e riceve in cambio petrolio a prezzi politici. Seguo con preoccupazione i cambiamenti costituzionali del Venezuela, perchè Chavez mi pare orientato a seguire le orme di Fidel Castro e del comunismo cubano. Alleati come l'Iran e la Corea del Nord sono più che pericolosi.

Parliamo degli italiani a Cuba. La situazione degli italiani a Cuba è invidiabile. Come quella di ogni straniero con il denaro in tasca. Daniel Chavarria (n.d.r. scrittore uruguayano) afferma che non sta bene in nessun altro posto che non sia Cuba. Certo che è vero. Prima di tutto non è cubano e poi vive a Cuba con i soldi dei diritti di autore che incassa nel mondo con i suoi libri. Vivrei bene pure io a Cuba con una rendita mensile di un migliaio di euro. Ma quale cubano si trova a maneggiare certe cifre? Gli stipendi vanno dai 5 ai 25 euro al mese...

L'originale su www.stampalternativa.it